Napoli, Listopoli Pd, Valente: «Non escludo un complotto»

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“Non escludo il complotto”, è quanto afferma Valeria Valente rispetto alla vicenda di Federica de Stefano, la ragazza affetta da sindrome di down che si è ritrovata candidata a sua insaputa nella lista Napoli Vale, a sostengo della candidata Pd alle scorse comunali di Napoli. Dai primi controlli effettuati risulta che, oltre alla ragazza di 23 anni, diversi sono i casi di persone candidate a loro insaputa in altre liste.

Antonio Nocchetti, presidente dell’associazione “Tutti a scuola”, a difesa dei diritti dei disabili, vuole scoprire, insieme ai suoi avvocati, “se ci sono altri casi” perché questo implicherebbe l’esistenza di  “una falla nel sistema delle candidature e, quindi, è in pericolo la democrazia di cui la rappresentatività è l’aspetto più delicato”.

“Pensiamo – ha concluso Nocchetti – che sia un vantaggio per tutti scoprire se si è trattato di un imperdonabile errore riguardante una singola persona oppure se sta venendo alla luce un vero e proprio sistema”.

In seguito all’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Napoli, il delegato della lista ha depositato la richiesta di accesso agli atti all’Ufficio elettorale. L’indagine, di competenza della sezione reati contro la pubblica amministrazione, sarà coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino.

“Sarebbe l’ipotesi più triste, che mi amareggerebbe ancora di più – ha dichiarato Valente – ma non posso escludere niente, alcuna ipotesi, un complotto, un pasticcio dell’ultim’ora o disattenzione”. In un post su facebook la parlamentare Pd si è detta dispiaciuta per quanto accaduto e, auspicando che si faccia chiarezza, ha cercato di giustificare la mancata conoscenza della ragazza e della sua famiglia.

“Nelle liste che hanno sostenuto la mia candidatura a sindaco, come in quelle dei miei principali avversari, erano presenti quasi 400 candidati a consigliere, una media di 35 per lista. Molti di loro li conosco di persona, diversi li ho spinti io personalmente a candidarsi, ma altri naturalmente non li conosco direttamente. Per questo – ha continuato – la richiesta di accesso agli atti e la verifica dei documenti è indispensabile per ristabilire una verità oggettiva di come sono andate le cose”.

Non è mancata infine l’accusa di sciacallaggio da parte di alcune forze e personaggi politici tramite le “dichiarazioni riportate dagli articoli di giornale su questa vicenda”. Valente, ha concluso, se ne farà una ragione.