Tangenziale di Napoli, malafede o limiti politici? La verità su un’eccellenza partenopea

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Attacchi strumentali alla Tangenziale di Napoli. Nella tarda mattinata di ieri su un’emittente locale è andato in onda un servizio dal titolo: “Tangenziale di Napoli, l’ecomostro che si fa pagare”. Una trasmissione con tanto di testimonianze dirette finalizzata a screditare il ruolo e persino la legittimità della società in oggetto.

Ancora una volta i limiti politichesi e la malafede prevalgono su quella che dovrebbe essere un’analisi coscienziosa dei fatti. Ormai sono all’ordine del giorno incidenti e rapine su arterie parallele non monitorate dalla Tangenziale eppure c’è chi ancora si ostina a vedere il bicchiere mezzo vuoto, a gettare fango sulla professionalità di un team che garantisce all’utenza assistenza h24 con squadre si ausiliari della viabilità in continuo movimento lungo la tratta e in costante contatto con il centro operativo (a sua volta legato alla polizia stradale).

Riteniamo tale inspiegabile persecuzione esclusivamente frutto di logiche clientelari che poco o nulla hanno a che fare con il benessere della comunità partenopea. Sulla lingua d’asfalto della Tangenziale “ci si può pranzare”, per non parlare del lavoro certosino che da Natale a Ferragosto vede in prima linea direzione, esazione, call center, tecnici, manutentori, ausiliari della viabilità, tutti ingranaggi di un meccanismo aziendale efficiente che fa onore alla città di Napoli.

Se il pedaggio corrisposto dagli utenti ai caselli della Tangenziale consente un servizio di manutenzione dell’arteria e di assistenza ai veicoli che vi transitano tanto capillare non comprendiamo i continui attacchi mossi ad una società che ha creato per decenni occupazione a Napoli garantendo ad oggi a molti napoletani di vivere con dignità nella propria realtà d’origine.

Ribadiremo sempre che a differenza di altre imprese presenti sul territorio e ugualmente note non c’è un pensionato o dipendente attuale della Tangenziale che abbia percepito o percepisca lo stipendio con un minuto di ritardo. Senza contare poi che aizzando continuamente l’opinione pubblica contro la Tangenziale si espongono alla gogna della cattiva utenza gli operatori che vi ci lavorano notte e giorno.

Un particolare questo gravissimo, un’istigazione ad aggredire verbalmente (e non solo) onesti lavoratori. Un dato che non fa onore alla cosiddetta società civile. Al contrario sarebbe auspicabile il controllo di più bretelle di collegamento con la provincia da parte della Tangenziale al fine di garantire sicurezza e manutenzione adeguata a lingue d’asfalto ad alto scorrimento ma attualmente ridotte a discariche ai lati della carreggiata, senza illuminazione e piene di buche pericolosissime soprattutto per i centauri.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.