I Van Gogh sottratti alla camorra in mostra a Napoli. Il Museo: “Occasione imperdibile”

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“Un’occasione imperdibile per accostarsi all’opera di uno dei più celebri artisti di sempre, che al pari di Caravaggio incarna il dramma del destino e della fragilità umana”.

E’ così che il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli descrive, sul proprio sito web, l’esposizione dei due dipinti di Vincent Van Gogh rubati quattordici anni fa al Van Gogh Museum di Amsterdam e ritrovati dalla guardia di finanza in un covo della camorra a Castellammare di Stabia.

Una storia straordinaria quella de “La Marina di Scheveningen” e “la Congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen” che saranno esposte al pubblico per tre settimane al secondo piano del Museo dopo la cerimonia di presentazione avvenuta nei giorni scorsi alla presenza di autorità italiane ed olandesi.

Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito di un’inchiesta sul narcotraffico internazionale e in particolare sul business della cocaina messo in piedi da Raffaele Imperiale, recentemente condannato e latitante a Dubai, e Mario Cerrone, arrestato lo scorso anno. Proprio dalle dichiarazioni di Cerrone alla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli si è giunti ai quadri che si trovavano nell’abitazione dei genitori di Imperiale al rione “Annunziatella” nella periferia di Castellammare.

“Le due tele ritrovate sono fondamentali per la comprensione della prima stagione pittorica di Van Gogh, – hanno spiegato gli esperti del Museo partenopeo – degli anni olandesi (1880-1885), in cui, influenzato dal seicento nordico e dalla sua vocazione frustrata di evangelizzatore, si esprime con una pittura di nero realismo che tocca il vertice con i Mangiatori di patate.

Van Gogh, morto a soli 37 anni, che in vita ha venduto soltanto uno dei circa 900 dipinti eseguiti, è uno dei più celebri e influenti pittori di sempre. Si accosta tardi alla pittura ed è un autodidatta che rifiuta ogni impostazione accademica, non seguo alcun sistema di pennellata scrive al fratello Theo.

In meno di un decennio compie una straordinaria parabola artistica che lo porta dall’ossessiva produzione grafica e il cupo realismo degli inizi, influenzati dai grandi maestri del seicento nordico, alla violenta esplosione di colori della maturità, nella fervente Parigi postimpressionista, dove conosce artisti del calibro di Toulouse-Lautrec, Seurat e Gauguin, col quale stringe un tormentato legame artistico e personale, come nella luce e nei colori dei girasoli e i campi di grano di Arles.

Colori che colpiscono la tela con moto irregolare ma fluido e senza ripensamenti creando visioni inquietanti e ipnotiche, che riflettono lo squilibrio mentale che lo porterà al suicidio. La pittura di Van Gogh distrugge la propria struttura nel momento stesso in cui la costruisce, ma in quell’istante in cui l’arte brucia se stessa, il valore estetico brilla di una luce accecante (Argan).

La Marina di Scheveningen è l’unico esemplare del Van Gogh Museum risalente al soggiorno dell’artista a l’Aia (1881-1883), dunque una delle sue prime prove pittoriche dopo due anni dedicati esclusivamente al disegno, ed è inoltre una delle due sole vedute marine dipinte dall’artista in quel periodo.

Scheveningen è una località frequentata dai paesaggisti olandesi, resa celebre dal monumentale Panorama cilindrico eseguito da Mesdag nel 1881 e noto a Van Gogh che nella sua tela cattura con drammatica sintesi l’atmosfera tesa che prelude lo scoppio di una tempesta, con le onde increspate del mare e le raffiche di vento che spazzano vorticosamente la spiaggia.

Il vento era così forte che potevo a stento restare in piedi e vedere attraverso le nuvole di polvere (Van Gogh al fratello). La Congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen, unico dipinto del museo olandese a conservare il suo originario telaio, è un’opera di dolente e intima dimensione del ricordo e degli affetti familiari.

Eseguita per la madre all’inizio del 1884, la tela mostra infatti la chiesa del villaggio di Nuenen dove il padre di Van Gogh era stato pastore. Nel 1885, dopo la morte di questi, il pittore ha modificato il dipinto aggiungendo il gruppo di fedeli in primo piano, in sostituzione di una precedente figura isolata di contadino, e foglie brune sugli alberi per restituire un clima più autunnale”.

 

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