Il Pd torrese pubblica le linee programmatiche della coalizione di centrosinistra

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Entusiasmo, freschezza, concretezza, rigore morale, battaglia ferma contro qualsivoglia tentazione di inconcludente e logoro populismo sono – come si legge sulle linee programmatiche della coalizione – sono le caratteristiche che il centrosinistra vuole conferire al prossimo governo di Torre Annunziata.

A distanza di una settimana dalle primarie in cui si sfideranno Carmine Alfano – in quota Udc, Oplonti Popolare – Ncd, Uniti per Rovigliano, Cittadini per Torre Annunziata e Oplontis –  e Vincenzo Ascione, candidato del Pd, è pubblico il documento con le linee-guida del programma di coalizione.

Sette i punti evidenziati. In particolare, “La città vesuviana”, “La democrazia partecipata e deliberativa”, “Legalità e sicurezza. Sicurezza è legalità”, “Il lavoro e la ricchezza”, “Ambiente e cultura”, “Dal disagio alle opportunità” e “Rigenerare il tessuto urbano”.

Il protocollo è stato sottoscritto dai segretari di Pd, Cittadini per Torre Annunziata, Generazione 2.0, Oplonti popolare – Ncd, Oplontis, Orgoglio Campano, Progressisti e Democratici, Udc, Uniti per Rovigliano.

Roberta Miele

 

Di seguito il documento ufficiale della segreteria Pd di Torre Annunziata

Torre Annunziata – Elezioni amministrative 2017

Linee-guida del programma della coalizione di centrosinistra

                                                                                                                                                                   Allegato A

 

Il presente documento costituisce un primo protocollo sottoscritto dalle forze politiche e dai movimenti di ispirazione civica che danno vita all’alleanza democratica e progressista per vincere le elezioni amministrative del 2017 e che si propone tre precisi obiettivi:

  • individuare le principali idee/forza intorno alle quali sviluppare il programma per le prossime elezioni amministrative;
  • definire il nucleo fondante dell’alleanza composta da formazioni politiche e movimenti civici che si candida a governare la città di Torre Annunziata nei prossimi 5 anni;
  • approvare l’allegato Regolamento delle primarie.

L’alleanza democratica e progressista è impegnata a dare nuova energia alla fase del “nuovo inizio” e conferire alla prossima esperienza di governo della città di Torre Annunziata entusiasmo, freschezza, concretezza, rigore morale, battaglia ferma contro qualsivoglia tentazione di inconcludente e logoro populismo.

L’alleanza svilupperà nelle prossime settimane un attento ascolto dei corpi sociali intermedi, dei segmenti sociali e professionali più innovativi, delle organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro, dell’impresa e delle professioni, delle nuove generazioni; inoltre essa si sente impegnata a confrontarsi con ulteriori esperienze civiche interessate a contribuire, programmaticamente e politicamente, ad una esperienza amministrativa innovativa e orientata al futuro.

 

La città vesuviana

 

Qualsiasi prospettiva circa il futuro dell’area territoriale nella quale siamo collocati, la possibilità di un rilancio concreto delle opportunità legate alla crescita della ricchezza e del lavoro, della civiltà e della partecipazione democratica è legata al superamento di ogni particolarismo municipale.

Le diverse città della fascia di costa ad est di Napoli e le parallele comunità pedemontane devono caparbiamente innescare azioni coordinate e sinergiche, economie di scala, gestione dei servizi in grado di reggere la doppia sfida della qualità e del contenimento dei costi: sono indispensabili scelte amministrative proiettate in dimensioni territoriali adeguate all’ampiezza quali/quantitiva delle problematiche di competenza del governo locale.

Chi non parte da qui elude la complessità della sfida alla quale i gruppi dirigenti complessivamente intesi delle nostre comunità sono chiamati.

In questo quadro è decisivo il rapporto con una filiera istituzionale “amica” (Regione, Governo, UE) che dialoga e aiuta a fornire risposte efficaci ai territori.

 

La democrazia partecipata e deliberativa.

 

Una seconda premessa metodologica riguarda l’impegno a costruire condizioni politiche e di applicazioni tecnologiche affinché si realizzi una nuova qualità del livello di partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche di competenza locale; ciò senza che venga “ridicolizzato” il tema della quantità dei soggetti coinvolti.

La finzione, se non il raggiro, operata da sedicenti movimenti anti-sistema che per scopi esclusivamente propagandistici contrabbandano consultazioni interne, limitate a qualche decina di associati, per forme di democrazia deliberativa deve emergere con nettezza.

Ai mutamenti di facciata, nominali ed inconsistenti, bisogna rispondere rilanciando la sfida, dando vita a innovazioni vere e strutturali. L’alleanza che stiamo costruendo s’impegna, sulle scelte cruciali e sugli atti fondamentali (di bilancio, urbanistici, di identità produttiva) che annualmente vengono sottoposti al vaglio dell’assise municipale, a consultare con specifiche applicazioni telematiche, e con modalità in grado di assicurare responsi largamente rappresentativi, quantità rilevanti della popolazione.

Si tratta di una scelta impegnativa ma anche di una necessità.

Lo stesso mutamento del profilo produttivo delle nostre comunità senza una partecipazione attiva e consapevole dei cittadini avrà tempi incompatibili con le dinamiche della globalizzazione. Le scelte per poter essere rapidamente implementate vanno confrontate, condivise e vissute dalla comunità.

La crescita della partecipazione democratica consentirà al sistema delle città vesuviane di essere protagonista del cambiamento agendo anche sul versante di un diverso approccio culturale ai temi del lavoro e della produzione di ricchezza, avendo cura di agire – in sinergia con altri livelli istituzionali – anche sui terreni dello stimolo agli investimenti privati, alle incentivazioni non assistenziali, al credito ed ai settori economici innovativi.

Chi si avventura a coltivare impostazioni tardo-dirigiste sconterà sconfitte drammatiche.

 

Legalità e sicurezza. Sicurezza è legalità.

 

In questi anni sono stati fatti enormi passi avanti sul fronte della sicurezza e della lotta alla criminalità. Enorme è stato il lavoro della Magistratura e delle forze dell’ordine. L’Amministrazione Comunale è stata sempre schierata, con azioni forti, sia concrete che emblematiche, contro la camorra.

La liberazione di palazzo Fienga è stata una vittoria della democrazia contro la criminalità e contro l’ipocrisia dell’antimafia della tastiera e delle chiacchiere da salotto.

Ma si dovrà fare di più.

Sottoscrivere un nuovo protocollo-quadro per la sicurezza, lo sviluppo e la legalità   che definisca in modo chiaro misure puntuali da adottare e strumenti di verifica dell’impatto che esse generano.

Ecco alcune delle misure da proporre:

  • garantire la piena e costante efficienza del sistema di telecamere attivo sul territorio;
  • rendere permanente la collaborazione con l’ANAC al fine di monitorare gli appalti pubblici e consolidare l’attività di prevenzione della corruzione;
  • procedere con maggiore incisività all’attribuzione soggettiva di responsabilità in ordine ai procedimenti amministrativi, applicando con rigore funzionale le norme sulla rotazione degli incarichi sensibili;
  • valorizzare i beni confiscati orientandone la destinazione verso l’associazionismo che opera nel campo della lotta alla criminalità, della promozione di azioni per la tutela delle donne e dei bambini, della difesa dell’ambiente, della cultura e dei beni culturali ed archeologici.

 

Il lavoro e la ricchezza.

 

Creare condizioni per nuove opportunità di lavoro e di crescita della ricchezza è il principale obiettivo che il sistema istituzionale, nella sua complessità, ed il mondo imprenditoriale devono porsi.

Nella gerarchia istituzionale (e quindi tra i soggetti pubblici in grado di assumere efficaci decisioni in grado di invertire il trend) il Comune è contemporaneamente l’interlocutore più esposto (il front-office istituzionale primo recapito del disagio e della protesta) ma anche quello più debole (per la dimensione ridotta di misure da poter assumere e di risorse da impegnare).

Il Comune tuttavia è il conoscitore più profondo della realtà e può battersi per fare maturare volontà e decisioni miranti a convogliare investimenti sul territorio; può, di converso, orientare scelte, garantire, per quanto gli compete, attività premiali ed incentivanti, assistere le medie e piccole imprese nell’acquisizione di risorse comunitarie per attività manifatturiere orientate soprattutto verso le nuove generazioni.

I solitari professionisti della contrapposizione pregiudiziale non hanno mai indicato strade alternative (se non quelle prive di ogni compatibilità e sostenibilità economica) a quelle portate avanti in questi anni basate sulla scelta da un lato, del tentativo di espansione del tessuto manifatturiero leggero (compatibile con il patrimonio ambientale) e dall’altro, sulla piena valorizzazione del mare e del patrimonio archeologico.

Terziario pubblico e privato, settore della grande intermediazione e di vicinato, attività ricettive e gastronomiche troveranno una più forte redditività in una città meta di flussi turistici e potranno generare attività, lavoro e ricchezza.

Concertare con la Regione percorsi d’impresa collocati nel solco di possibili filiere che muovono da preesistenze nonché incubatori utilizzando spazi nella disponibilità di soggetti pubblici.

Le abilità del mondo del lavoro nascono dalla formazione. Per questo investire sulla formazione e sulla scuola è una scelta strategica: è compito dell’ente locale agire per stabilire nessi funzionali tra formazione e sbocchi produttivi, garantire standards ottimali in materia di manutenzione dell’edilizia scolastica, di sicurezza, di crescita della qualità dei servizi scolastici, di sostegno alle famiglie.

 

Ambiente e cultura.

 

L’ambizione di legare il profilo produttivo prevalente dell’area vesuviana al turismo impone che ogni scelta debba contenere in sé una vocazione di tutela ambientale.

Dalla manutenzione degli edifici e degli spazi alla mobilità sostenibile, dalla   gestione del territorio ai piani di risparmio energetico, dal decoro urbano all’attenzione della comunità a non trasformare attività meritorie private in costi e disagi per la collettività.

Occorrono iniziative ma anche controllo.

Ecco perché con le città della fascia costiera va realizzato un modello integrato, di avanzata tecnologia, per raccogliere dati di natura ambientale sulle questioni dell’inquinamento (dal traffico ai rifiuti, dalle molteplici attività legate alle residenze alle attività produttive, etc), per analizzare cause ed individuare politiche attive di repressione e contrasto.

Il tema della qualità delle acque marine, del Sarno, delle opere non più rinviabili per recapitare – nei diversi impianti di depurazione – le acque reflue prodotte da grandi città come Torre del Greco e Scafati costituiscono una priorità non solo per l’ambiente, ma anche per il lavoro e la ricchezza.

Risulta essenziale migliorare la qualità delle acque oltre le formali autorizzazioni sulla balneabilità. E’ giusto puntare alla piena utilizzazione del lungomare da capo Oncino alle sette scogliere, per attività di balneazione, ricettività, diportismo, scalo passeggeri del trasporto via mare, mobilitando investimenti pubblici e privati (in particolare nello spazio antistante il mare tra l’ex Deriver e la foce del Sarno).

Il mare in tutte le sue possibili accezioni deve essere oggetto di tutela e di utilizzazione come risorsa (dalla pesca all’uso dei porticati di Trenitalia, dalle funzioni a terra in ragione della attività diportistiche ad una ridefinizione in senso gestionale, strutturale e di collocazione del progetto di mercato ittico, dal rilancio del polo nautico alla strutturazione di eventi funzionali al segmento produttivo considerato) e, nella stessa ottica, va immaginata la piena valorizzazione della risorsa archeologica.

In questo orizzonte è stata straordinaria la scelta di destinare palazzo Criscuolo a sede museale.

Accanto a ciò vanno sviluppate alcune indicazioni:

  • una ridefinizione degli spazi oggi nella disponibilità dello Spolettificio;
  • un progetto di intelligente intreccio funzionale con le vocazioni residenziali del quartiere Murattiano e della “Polveriera”;
  • un intervento di emersione della villa B;
  • l’uso culturale del palazzo vanvitelliano di via Eolo;
  • un piano di infrastrutture per i flussi turistici che utilizzano vettori su gomma.

Altre misure che vanno assunte per rilanciare la vocazione turistica del sistema urbano vesuviano riguardano:

  • supportare le istanze di rimboschimento del Vesuvio;
  • incrementare le vie del mare;
  • promuovere la crescita delle movimentazioni portuali orientate al commercio e al trasporto passeggeri locale(in chiave intermodale);
  • favorire l’intreccio tra le visite al sito archeologico con quelle museali e con gli edifici di culto di maggior interesse spirituale ed architettonico;
  • inaugurare una politica degli eventi capace di attirare flussi ingenti di visitatori in concomitanza con appuntamenti religiosi e laici;
  • costituire una task force dedicata al reperimento dei finanziamenti per la programmazione e la gestione degli eventi culturali;
  • disporre di un catalogo di percorsi culturali ed ambientali partendo dal censimento sia dei luoghi sia degli edifici di interesse culturale (per motivazioni artistiche, industriali, archivistiche, etc.) presenti sul territorio;
  • estendere l’uso pomeridiano delle strutture scolastiche (secondo il modello delle palestre) in funzione di presidi culturali nelle 4 aree della città in modo da contribuire alla crescita civile del tessuto sociale.

Il prossimo piano industriale di Prima Vera dovrà avere al centro l’innovazione tecnologica e l’integrazione di meccanismi di controllo; alla stessa maniera vanno utilizzati modelli innovativi di mobilità urbana e misure di limitazione del traffico.

 

Dal Disagio alle Opportunità.

 

Il nuovo welfare municipale dovrà rivoluzionare quello esistente ma soprattutto dovrà essere esente da quelle deviazioni clientelari presenti da troppo tempo: un welfare che dovrà essere capace di guardare non solo al risarcimento ma anche alle opportunità.

Il Welfare municipale per questi motivi deve diventare ben più di un pur importante ammortizzatore sociale: é il luogo della dignità e delle opportunità, delle coesione della comunità, del rispetto delle regole e della legalità.

Ecco perché si tratta di investire nella spesa sociale come fattore di sviluppo e di innovazione, con un forte rapporto tra Asl e servizi sociali, e di passare da misure passive e di contrasto all’esclusione a politiche attive per l’inclusione, di disegnare un sistema di protezione sociale che abbia valenza dinamica in modo da superare il carattere risarcitorio delle prestazioni sociali favorendo la transizione delle politiche del welfare dalla residualità alla c.d. “promozionalità”. In questo senso le priorità vanno selezionate con carattere dinamico mantenendo come costanti le politiche a favore di anziani e disabili, di famiglie, donne, bambini ed adolescenti.

Tuttavia, senza una forte integrazione di fondi e competenze tra Ambito e sistema sanitario i servizi a tutela delle donne, per l’infanzia, per l’età evolutiva, per i tossicodipendenti, per la terza età, per i disabili rischiano l’inefficacia.

 

Rigenerare il tessuto urbano.

 

L’uso per finalità pubbliche e di giustizia di Palazzo Fienga deve diventare il simbolo della rinascita dei quartieri degradati, simbolo del riscatto di quelle comunità che sono state vittime (in alcuni casi consapevoli e accondiscendenti) delle organizzazioni camorriste.

L’obiettivo della rigenerazione urbana e sociale dei quartieri antichi della città impone, peraltro, un approccio diverso capace di combinare strumenti urbanistici puntuali e funzionali alle prevalenti vocazioni di quella parte di territorio (anche trasferendo nuove funzioni e servizi pubblici), diradamento edilizio e compensazioni volumetriche, assi di penetrazione perpendicolari al mare (che da un lato, accorciano la distanza tra centro e mare, dall’altro riconnettono le aree interne di questi quartieri alla città) riuso di spazi urbani da rendere fruibili, attivazione di risorse private e di incentivazioni pubbliche.

La copertura del trincerone ferroviario è un’opera che può cambiare il volto della città. L’inserimento dell’intervento operato dalla struttura di prima analisi della G.R.C  è un segnale importante che va trasformato in scelta concreta.

Va ripresa la proposta di incentivare con meccanismi di defiscalizzazione e di parziale contribuzione la riqualificazione dei fabbricati, anche attraverso uno screening sulle condizioni statiche degli edifici.

Va affrontato il nodo della compatibilità urbanistica degli insediamenti delle zone di Rovigliano ed Andolfi, adottando misure in grado di superare le attuali incertezze.

Si deve procedere alla dismissione del patrimonio edilizio pubblico ad uso abitativo, con procedure simili a quelle adottate dall’IACP e nel contempo utilizzare gli stanziamenti per il Fondo sociale per l’affitto.

L’opzione del partenariato pubblico/privato va utilizzata con maggiore lena allo scopo di garantire maggiori flussi di investimenti, sulla base di una pianificazione pubblica.

 

Questo documento non essendo ancora un programma non affronta, in questa sede rinviandolo al vero e proprio documento, alcune questioni altrettanto cruciali: la riorganizzazione della struttura burocratica, l’armonizzazione degli strumenti tributari  (a partire dal principio “pagare meno – pagare tutti),  la mobilità, il commercio, lo sport, altre tematiche.

In alcuni casi la scelta è dipesa dalla volontà di approfondire meglio le tematiche, in altri dalla volontà di procedere ad un ascolto più attento delle categorie interessate.

Documento sottoscritto dai Segretari o responsabili politici dei partiti, movimenti o liste di seguito riportati:

 

1)    PD 
2)    Cittadini per Torre Annunziata 
3)    Generazione 2.0 
4)    Oplonti popolare – NCD 
5)    Oplontis 
6)    Orgoglio Campano 
7)    Progressisti e Democratici 
8)    UDC 
9)    Uniti per Rovigliano