Torre Annunziata, primarie. Alfano (Udc): “Sento di avere la fiducia delle persone”

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“Per amore della città”: è il motivo della candidatura di Carmine Alfano alle primarie di coalizione del centrosinistra a Torre Annunziata.

Sostenuto da Udc, Oplonti Popolare-Ncd e dalle liste civiche Cittadini per Torre Annunziata, Uniti per Rovigliano e Oplontis, il chirurgo plastico e professore ordinario presso l’Università di Perugia ha deciso di candidarsi in seguito alla richiesta di “alcuni amici già impegnati in politica. Non ho mai fatto politica attivamente, né ho la tessera di qualche partito; sono un libero cittadino che mette a disposizione le proprie competenze per cambiare volto alla città”.

A pochi giorni dalle votazioni, che si celebreranno domenica 26 febbraio, si dice “ottimista. Credo di poter ottenere un risultato soddisfacente perché sento di avere la fiducia delle persone”.

Qualora vincesse contro il candidato del Pd, Enzo Ascione, due saranno le prerogative su cui baserà il suo programma. Innanzitutto, è fondamentale il recupero delle periferie: “Torre Annunziata è formata da due città separate: Torre Nord, che resiste e va avanti, e i sobborghi, completamente dimenticati”.

“Sono stato nel rione di Rovigliano e nella zona del Quadrilatero delle Carceri, ho incontrato gli abitanti di quei luoghi, ormai stanchi di vivere in situazioni di abbandono e di costante emergenza. Dovremmo essere tutti parte di una stessa famiglia e tutti dovremmo poter mangiare la stessa pietanza, mentre c’è gente che non riesce ad avere nemmeno gli avanzi. Tutti i privilegi sono concentrati al centro della città, mentre è necessaria una più equa distribuzione”.

In secondo luogo, sarebbe importante puntare sulle risorse del territorio e allo sfruttamento del mare e del turismo. “Un’onda che porta con sé l’ideazione di tanti progetti e la creazione di nuovi posti di lavoro. L’occupazione favorisce la diminuzione della criminalità, alimentata dalla crisi che attanaglia i cittadini. È compito della politica dare a tutti la possibilità di vivere nella legalità e di migliorare la propria condizione”.

A proposito dei più deboli, noi de il Gazzettino vesuviano abbiamo seguito la vicenda dello sgombero del campo rom in largo Macello per la conclusione dei lavori della bretella che unirà il porto all’autostrada. Gli occupanti sono stati spostati nel cortile dell’ex scuola media “Morrone” in largo Genzano, ma non c’è ancora una destinazione definitiva. Lo stesso vale per lo sfratto che ha coinvolto gli inquilini di palazzo Fienga. Solo sedici appartamenti della roccaforte del clan Gionta dovevano essere liberati, invece, in base ad una perizia di crollo, tutte le famiglie sono state sgomberate e ancora oggi vivono nei garage dello Stadio Giraud. Alfano non vuole commentare l’operato dell’Amministrazione uscente, ma annota l’importanza di una programmazione.

“Di mestiere faccio il chirurgo, ho bisogno di preparare l’intervento prima di operare, altrimenti farei solo del male al paziente. Lo stesso vale in questi casi. Credo che tutti fossero a conoscenza già da tempo delle condizioni dei rom e di palazzo Fienga, ma si sono mossi troppo tardi. Per amministrare una città bisogna guardare al futuro e lavorare per esso, il presente deve essere stato già deciso in passato”.

Roberta Miele