Caso Cantone, video ancora in rete. Il Garante per la Privacy attacca Google e Yahoo

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Non c’è pace per Tiziana Cantone. La 31enne, che si è tolta la vita qualche mese fa per la diffusione dei suoi video hard sul web, secondo quanto riscontrato dal Garante per la Privacy, risulta essere ancora indicizzata sui maggiori motori di ricerca, Google e Yahoo.

In poche parole significa che se si prova a fare una ricerca con il nome “Tiziana Cantone”, è possibile trovare i suoi video, violando un ordine del tribunale di Napoli.

Per questo motivo, i legali della famiglia Cantone e anche il Garante per la Privacy stanno pressando i due maggiori motori di ricerca internazionale proprio per eliminare qualsiasi riferimento alla ragazza. L’oblio, come si può vedere, è molto difficile da raggiungere. I video incriminati, infatti, sono stati diffusi in tutto il web e Google e Yahoo al momento non riescono a bloccare questo fenomeno.

Intanto continuano le indagini presso il Tribunale di Napoli. E’ stato finalmente sbloccato il telefono della ragazza e quello del suo ex ragazzo, colpevole di aver diffuso i filmati sul web. La vergogna per questi video, che in breve tempo sono diventati famosi in tutto il web tanto che anche molti comici, senza il minimo rispetto, li hanno presi in considerazione per compiere le loro parodie, è stata troppa per Tiziana Cantone.

La 31enne, dopo un primo shock, era quasi stata in grado di uscire da questa situazione cercando di cambiare casa e anche lavoro ma non è bastato. Il suo volto, probabilmente, veniva ancora riconosciuto. Ed è per questo motivo che la donna, stanca di tutte le offese e stanca di questa situazione insostenibile, ha deciso di togliersi la vita nello scorso autunno eliminando così la vergogna. L’oblio, però, è ancora lontano.

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