Le mazze da baseball “amate” da rapinatori e baby gang? In vendita nei bazar cinesi di Napoli

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Paradosso sicurezza a Napoli. Nel capoluogo partenopeo lo sport più amato non è certo il baseball, né ci sono tutti questi “diamanti” dove potersi allenare.

Eppure negli ultimi tempi uno degli attrezzi per praticare uno degli sport più popolari negli Stati Uniti, ovvero la mazza da baseball, è spuntato a Napoli un po’ ovunque.

Il suo utilizzo è “alternativo” ed ha molto poco a che fare con i nobili principi dello sport. Le baby gang compiono rapine armate di mazze da baseball. Ricordiamo l’ultima aggressione avvenuta nella notte di sabato scorso in Piazza della Repubblica dove 4 giovani (al momento 2 in carcere e 2 denunciati a piede libero per rapina aggravata, lesioni aggravate, porto d’armi e danneggiamento) armati appunto con i suddetti arnesi sportivi hanno tentato di sottrarre una “Range Rover” ai legittimi proprietari mentre in auto transitavano sul lungo mare partenopeo.

Uno dei tanti episodi che vede balordi armati con mazze da baseball. Dove reperire i micidiali “bastoni”? In qualsiasi bazar cinese. Come documenta la foto scattata dallo scrivente in un punto vendita orientale sito a “Bagnoli” per pochi euro è possibile acquistare una mazza da baseball in legno o in metallo, del diametro e del colore preferito senza che all’acquirente venga chiesto alcun che.

Un ragazzino entra e con pochi spiccioli in tasca “fa provviste” armando una baby gang pronta poi a colpire ovunque in città e a qualsiasi ora del giorno: il dato più allarmante è che non parliamo di attività commerciali “sommerse” ma di regolari esercizi situati in ogni angolo della città.

Ecco che i conti non tornano: da un lato i politici e gli amministratori, tra cui lo stesso sindaco di Napoli Luigi de Magistris, gridano alla prevenzione e dall’altro si consente la libera vendita di vere e proprie armi più volte impiegate, con tanto di sequestro documentato da parte delle forze dell’ordine, in rapine e spedizioni punitive messe in essere dalle baby gang sul territorio.

Un andazzo gravissimo a cui qualche addetto ai lavori dovrebbe porre fine e in tempi utili. Ci si chiede, come spesso accade quando si parla di Napoli, a questo punto chi controlli il controllore e come mai in piena emergenza sicurezza si adoperi tale lassismo nel controllare l’idoneità alla vendita di articoli sportivi abilmente trasformati in armi efficaci da delinquenti senza scrupoli.

Il timore, per la verità più che fondato, è che la situazione possa sfuggire di mano: “radio mala” parlerebbe di dichiarazioni di guerra tra baby gang sui social network da combattere con coltelli e mazze da baseball.

Una sorta di remake del celebre film “I Guerrieri della Notte” (diretto da W. Hill e uscito in Italia nel settembre del 1979) in versione nostrana che va ad aggiungersi all’offensiva costante del sistema vero e proprio che invece predilige per maggiore incisività l’utilizzo di armi da fuoco. Della serie: incomprensibili contraddizioni all’interno della comunità partenopea continuano a penalizzare enormemente la qualità della vita di onesti cittadini.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.