Napoli, De Luca promette a “Poppella” la videosorveglianza. Ma a “Fuorigrotta” si torna a sparare

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“Nella casa svaligiata istallati gli infissi blindati”: questa l’amaro commento di gran parte dei cittadini di Napoli dopo la visita del governatore della Campania Vincenzo De Luca a Ciro Scognamillo, titolare della nota pasticceria “Poppella” sita nel rione “Sanità” e ultimamente vittima di una stesa messa in essere da due individui a bordo di uno scooter.

Nello specifico dal motoveicolo in corsa erano stati esplosi alcuni colpi di pistola nelle vetrine dell’esercizio. “Stiamo preparando la gara – ha commentato De Luca – come Regione Campania per mettere le telecamere di videosorveglianza. In un paio di mesi verranno istallate e saranno elemento di dissuasione nei confronti di chi volesse continuare a compiere atti di illegalità e intimidazione”.

Ovvero solo adesso si parla di istallare sistemi di sicurezza che avrebbero dovuto tutelare i cittadini napoletani da anni, annunciando una gara d’appalto che nella stragrande maggioranza dei casi per essere portata correttamente a termine richiederà tempi lunghi. Si passerà poi alla fase della manutenzione delle telecamere e al consueto cattivo funzionamento delle stesse.

Se da un lato rallegra l’idea che una colorata schiera di bambini abbia sfilato in maschera nel quartiere caro a Totò festeggiando il carnevale ed esprimendo solidarietà a Scognamillo (uno striscione recitava “ Ai proiettili preferiamo i fiocchi di neve”) sconcerta l’idea che come sempre solo dopo avvenimenti eclatanti si cominci a prendere sul serio un’emergenza che rischia di compromettere definitivamente la già difficile condizione di vita dei napoletani.

Viene spontaneo chiedersi allora cosa abbiano fatto sino ad oggi le istituzioni competenti e di quale realtà si parli in sermoni pseudo politici inneggianti ad una comunità in forte ripresa. Intanto la violenza in città non si ferma: intorno alle 15,30 in località “Loggetta” a Fuorigrotta un 31enne è stato ferito con un colpo di pistola alla gamba sinistra durante un tentativo di rapina.

La vittima, trasportata da un amico al pronto soccorso dell’ospedale “San Paolo”, non sarebbe in pericolo di vita e avrebbe raccontato alla polizia di essere stato avvicinato da due individui a bordo di uno scooter che gli avrebbero intimato, pistola alla mano, di consegnare soldi e preziosi che aveva con sé. Al rifiuto del 31enne di ottemperare a tale richiesta il passeggero del mezzo avrebbe aperto il fuoco centrandolo alla coscia sinistra.

Sull’episodio indaga la polizia di stato. Radio mala spiegherebbe questa improvvisa ondata di violenza registrata in città e in particolar modo a Fuorigrotta con le ultime massicce operazioni anti droga messe a segno dalle forze dell’ordine sul territorio. Con le piazze di spaccio operative al 30% o inattive i clan di camorra faticherebbero a pagare gli affiliati che per sbarcare il lunario si sarebbero dati a scippi, furti e rapine.

Il problema è che se non si crea occupazione legale fornendo sana alternativa ai giovani che esasperati troppo spesso cedono alle lusinghe del sistema la lotta alla camorra produrrà sempre questi effetti. Un mare di gente vive di questo pane ghettizzata in quartieri dove ad oggi lo Stato fatica ad entrare. In sintesi: prevenzione e lavoro onesto per le nuove leve partenopee soprattutto nelle zone a rischio o i tamburi del crimine organizzato continueranno sinistri a suonare melodie di morte.

Alfonso Maria Liguori

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