Su Volla, sulla crisi politica, sul futuro. L’opinione di Riccardo Festa SI

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Riccardo Festa

La crisi politica vollese si amplifica di giorno in giorno con nuove dichiarazioni, smentite e chiarimenti. Questa volta ad intervenire è l’ex assessore Riccardo Festa, componente dell’assemblea nazionale di Sinistra Italiana. Una riflessione sull’attuale momento politico della cittadina vesuviana, qualcosa di visto e rivisto, afferma Festa.

“Chi avrebbe immaginato che l’attuale amministrazione potesse essere peggiore di quelle che hanno attraversato Volla nell’ultimo ventennio? Pochi, quasi nessuno. Molti aveano immaginato che nel recente passato si fosse toccato il fondo. Così non è stato. Anche il nuovo Sindaco ha fallito.

Dopo la crisi politica apertasi nel mese di dicembre, solo in questi ultimi giorni, il Sindaco finge di voler correre maldestramente ai ripari. Prima ritira le deleghe al Vice Sindaco e dopo propone allo stesso gruppo politico, quello dei cosiddetti “dissidenti”, di nominare in sua sostituzione la Consigliera del loro gruppo comunale. Tutto questo, però, è avvenuto soltanto dopo aver imposto l’approvazione di discutibili atti amministrativi – variante al PRG per edifici commerciali in zona agricola; monetizzazione degli parcheggi previsti, in difformità con quanto approvato in Consiglio comunale; interesse pubblico per il rilascio di un permesso a costruire di edifici destinati a uffici e commercio, quest’ultimo approvato con l’appoggio di una parte dell’opposizione –  discutibili sia sulla procedura adottata, che sulla valenza della scelta politica.

Bizantinismi da “Prima Repubblica”, niente di nuovo.

Una cultura politica vecchia che utilizza nel peggiore dei modi obsolete pratiche politiche. Tatticismi per ripristinare equilibri numerici invece di entrare nel merito della crisi politica, delle sue ragioni. Purtroppo, l’obiettivo reale di tutto questo manovrare è soltanto quello di permettere l’ingresso in Consiglio del primo dei non eletti, uomo vicino alle posizioni politiche del Sindaco. Ma la città, i suoi problemi, le questioni sollevate, dove sono? Scompaiono dietro la cortina di uno stucchevole politicismo.

Prima il Berlusconismo e poi il Renzismo, facce della stessa medaglia, hanno intriso la vita politica della peggiore cultura “dell’uomo solo al comando” producendo gli effetti disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti. Effetti che si riproducono in sedicesimi nell’Amministrazione vollese determinando la  riduzione degli spazi di democrazia, la distorsione delle decisioni politiche, l’ulteriore allontanamento dei cittadini dalla politica e dall’Amministrazione pubblica. Una sorta di “eterno ritorno dell’uguale” nietzschiano. Tutto già visto, nulla di nuovo. L’attuale Sindaco, come altri prima, ha disatteso le promesse fatte in campagna elettorale. Promesse, niente di più. Il finto civismo ha mostrato il suo vero volto.

Dov’è la partecipazione dei cittadini alle scelte che sono state assunte? Dove sono finite le enunciazione fatte attraverso le iniziative di “Immischiamoci”, “Vola  Alto”, “Oltre”? Si sono frantumate sotto la presunzione di chi crede di poter gestire un potere locale con il piglio del capo, anziché lavorare umilmente e con lungimiranza a ricercare i giusti e più avanzati equilibri per il miglior governo delle questioni cittadine.

Bisogna dire che è l’età anagrafica può avere il suo peso, ma bisogna anche dire che non è il solo elemento che può determinare la cifra di un Sindaco. Solo umiltà, capacità di fare sintesi, una ricerca costante a unire le forze sane e migliori della città e una rinnovata cultura politica diretta a  ricercare una vera discontinuità con i modi consueti di fare politica e amministrare, può dare speranza. C’è bisogno di fare un passo avanti, oggi per il futuro. Lo si faccia tra la gente, in Consiglio comunale, per chi è capace e può farlo, sui social media, nei rari luoghi di confronto e socializzazione. Chi si sente ingannato faccia oggi un passo avanti per costruire il futuro, o taccia per sempre.

Volla attende, attende una classe politica nuova, che sappia meritarsi la fiducia dei cittadini, che sappia anche remare contro corrente, una nuova generazione di amministratori che invece di fare accordi con i potentati locali sappia allearsi con le attese, i bisogni e le coscienze della gente comune. Mi viene in mente la fine di una poesia di Brecht, che suona come un monito per i cittadini di Volla, dovrebbe fare pressappoco così: «non aspettatevi nessuna risposta oltre la vostra»”.

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