Inchiesta “Consip”, quattro ore di interrogatorio per Tiziano Renzi: “Mai avuto rapporti con Alfredo Romeo”

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E’ terminato poco prima delle 20 l’interrogatorio di Tiziano Renzi in merito all’inchiesta “Consip” che nei giorni scorsi ha portato all’arresto dell’imprenditore campano Alfredo Romeo.

Dopo circa quattro ore il padre dell’ex premier Matteo ha lasciato la Procura di Roma senza rilasciare dichiarazioni. A chiarire il buon esito del colloquio con i giudici il legale di Tiziano Renzi Federico Bagattini che rispondendo alle domande dei giornalisti in attesa all’esterno della Procura ha dichiarato: “Ci stiamo occupando di un classico caso di abuso di cognome.

Qualcuno ha abusato del nome di Tiziano Renzi. Il mio cliente non è mai stato in Consip e non ha mai preso soldi, così come non ha mai avuto rapporti con l’imprenditore Alfredo Romeo che tra l’altro nemmeno ha mai visto. Tiziano Renzi ha risposto a tutte le domande dei giudici spiegando con precisione di non aver avuto ruolo alcuno in questa vicenda e negando di conoscere Denis Verdini.

Quanto al bigliettino con su scritto 30mila euro associato ad una T. bisogna comprendere chi abbia lo abbia redatto, certamente non il dottor Renzi”. Deciso il tono del legale che sottolinea poi l’aspetto umano della vicenda: “Tiziano Renzi è stanco e provato – ha precisato Bagattini – e non lo diciamo solo noi. Questa vicenda non ha uno spettro esclusivamente giudiziario”.

Nella mattinata di ieri era stato interrogato a Firenze per oltre tre ore Carlo Russo, l’imprenditore amico di Tiziano Renzi e a sua volta indagato nell’inchiesta Consip per traffico di influenze illecite. Russo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei pm Mario Palazzi e Henry John Woodcock.

“Il nostro assistito risponderà ai giudici – hanno precisato Marco e Gabriele Zanobini, legali di Russo – quando conosceremo pienamente gli atti. Per il momento abbiamo solo un decreto di perquisizione”.

Altisonanti i nomi coinvolti, più o meno direttamente, in un’inchiesta che ha portato alla luce il cosiddetto “sistema Romeo”, ovvero la capacità di aggiudicarsi gare importanti anche nel pubblico grazie all’ausilio di politici e alti funzionari dello Stato corrotti.

Nella ferma convinzione che ogni individuo resti innocente sino a sentenza definitiva contraria parliamo comunque di avvenimenti storici che potrebbero cambiare per sempre le regole nei rapporti tra imprenditori ed Enti pubblici. Lo stesso Tiziano Renzi, come sottolineava l’avvocato Bagattini, sarebbe fortemente provato, emotivamente parlando, da questa brutta storia.

Ci auguriamo che il padre di Matteo Renzi possa presto uscire illeso dalle scrupolose indagini della Procura: quesiti posti dalle toghe che potrebbero però rivelarsi troppo ostici per Renzi senior e portare ad un crollo psicologico dell’indagato. In sintesi: la partita con i giudici è appena iniziata, questa volta la mala impresa e la politica corrotta potrebbero avere le ore contate.

Alfonso Maria Liguori