Castellammare, le opposizioni attaccano: “Vogliamo le dimissioni di Melisse”

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Il tesseramento del Partito Democratico continua a far discutere nella città di Castellammare di Stabia soprattutto dopo la scoperta dell’identità del “benefattore” che avrebbe pagato 100 tessere con un unico conto online. Eduardo Melisse, presidente del consiglio comunale, è finito sul banco degli imputati con le opposizioni che sono partite all’attacco mentre il sindaco Antonio Pannullo, al momento, tenta di resistere e difendere il suo collega di partito.

I tre gruppi di minoranza, capitanati da Gaetano Cimmino, Salvatore Vozza e Vincenzo Amato hanno già manifestato tutto il loro dissenso per un caso politico che potremmo definire senza precedenti. “Ennesimo schiaffo del Pd alla nostra città – spiega Vozza, già sindaco della città delle acque -. Uno spettacolo indecente. Questi episodi mettono in cattiva luce il nome di Castellammare”.

Più duro invece Gaetano Cimmino, leader del gruppo Prima Stabia che ha così commentato l’episodio: “Se Pannullo è realmente responsabile di tutti i suoi consiglieri, deve affrontare il caso Melisse senza difendere ad oltranza. Noi del centrodestra chiediamo le dimissione ad horas dell’attuale presidente del consiglio comunale stabiese”.

Il MoVimento 5 Stelle, invece, capitanato da Vincenzo Amato che fa coppia in assise con Maria Murino, sta già lavorando ad una mozione di sfiducia dopo la bufera che ha travolto Eduardo Melisse e in parte tutto il Partito Democratico di Castellammare: “Il documento è in fase di elaborazione ma lo presenteremo al più presto. Non possiamo accettare un simile comportamento”.

Eduardo Melisse, attuale presidente del consiglio comunale di Castellammare di Stabia

E dalla maggioranza? Nessun commento, o quasi. Il sindaco Pannullo nelle ultime ore sta difendendo in tutto e per tutto il suo fedele presidente d’assise tanto da chiarire: “Il ruolo istituzionale è diverso dal ruolo all’interno di un partito. Sono due cose separate e non possiamo correre il rischio di unirle perchè riguarda solamente noi Democratici”. Il primo cittadino stabiese, che aveva ritenuto grave l’episodio del tesseramento, in compagnia delle altre forze politiche all’interno del Pd, ha subito bloccato il tesseramento quando sono arrivate le prime segnalazioni da Napoli.

Adesso tutto è sotto osservazione degli uomini del Partito Democratico che stanno decidendo il da farsi. Purtroppo per i Dem, questa campagna di tesseramento che era partita con i migliori auspici dopo il boom di iscrizioni, rischia di essere l’ennesimo colpo per annientare il già fragile equilibrio all’interno del Pd stesso. Melisse, che dice di aver agito in buona fede, ha contribuito con la sua scelta a mettere in cattiva luce l’intero partito stabiese. E i malumori sono molti e difficili da controllare.

Gennaro Esposito

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