Napoli, munizioni e pistola pronta all’uso a “Fuorigrotta”: agguato sventato dalla polizia

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Gli agenti del commissariato di polizia “San Paolo” di Napoli ieri sera, nel corso di un controllo in via Tertulliano, hanno rinvenuto e sequestrato una pistola semiautomatica Hecler calibro 7,65 completa di caricatore e 6 cartucce oltre ad un bilancino di precisione.

La zona è considerata dagli inquirenti piazza di spaccio e quindi l’attenzione è sempre alta da parte delle volanti che pattugliano h24 i luoghi. Nello specifico i poliziotti mentre transitavano nella zona hanno notato alcuni giovani a bordo di scooter zig zagare tra le auto con il volto coperto da sciarpe.

I ragazzi alla vista delle uniformi di Stato si davano rapidamente alla fuga: ad una successiva ispezione dell’area dove poco prima erano transitati gli scooter gli agenti ritrovavano sulla ruota posteriore di una “Bmw” in sosta la pistola e il bilancino di precisione. Il materiale sequestrato veniva quindi posto nella disponibilità dell’autorità giudiziaria.

Tre le piste seguite dagli investigatori: una porterebbe ad un agguato sventato dall’arrivo della polizia ai danni di qualche pusher resosi forse responsabile di mancato pagamento ai fornitori della merce (questo spiegherebbe i giovani a bordo di scooter con il viso coperto) la seconda ad una organizzazione logistica da parte degli spacciatori sorpresi mentre si accingevano a nascondere una pistola sul posto magari per difendersi da sicari di clan nemici e infine la terza ad un ritrovamento da parte di affiliati a clan egemoni a “Fuorigrotta” del bilancino di precisione e dell’arma forse abbandonati in tutta fretta da esponenti di altri gruppi criminali che tentavano di conquistare nuove aree per lo spaccio.

La tensione resta alta tra Fuorigrotta, “Pianura”, “Soccavo”, “Cavalleggeri” e “Bagnoli”. Si temono scontri in vista della prossima scarcerazione del ras Alessandro Giannelli, capo dell’omonimo gruppo di Cavalleggeri, attualmente vincente sui rivali D’Ausilio di Bagnoli orfani di riferimenti carismatici dopo la cattura del boss latitante Felice.

Giannelli, una volta fedelissimo dei D’Ausilio, potrebbe tentare il colpo grosso forte di appoggi con la Cupola di “Secondigliano” (si parlerebbe di rapporti familiari) conquistando criminalmente parlando anche Bagnoli e puntando all’intera zona di Fuorigrotta.

Chi lo conosce lo definisce come estremamente violento, deciso e facilmente “ombrabile” ma nel contempo di grande presa sui giovani del quartiere, un particolare questo che gli avrebbe consentito nel tempo di formare un gruppo malavitoso autonomo dalle capacità offensive rilevanti.

Alfonso Maria Liguori