Castellammare, caos Pd: sospese le tessere di Melisse. Intanto il caso arriva su “La7”

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Le 100 tessere di Eduardo Melisse saranno sospese fino a quando non saranno portati a termine alcuni accertamenti dai vertici del Partito Democratico di Roma. La decisione finale su questa caotica campagna di tesseramento dei Dem a Castellammare dovrebbe arrivare solamente nella giornata di domani, o almeno si spera.

A Roma, infatti, nelle ultime ore, stanno lavorando particolarmente per determinare eventuali irregolarità durante le iscrizioni che il presidente del consiglio comunale di Castellammare, Melisse, ha tentato di portare avanti nella scorsa settimana. Dopo la pubblicazione della notizia e dopo le numerose polemiche scoppiate, i vertici regionali avevano promesso l’annullamento immediato delle tessere incriminate ma, al momento, si preferisce aspettare.

Il caso stabiese che ha visto coinvolto una figura nota e di spicco della politica locale, ha fatto molto scalpore e addirittura, anche i media nazionali, si sono interessati a questa situazione. In città, ieri pomeriggio, è arrivata la squadra televisiva di “La7” con il programma “Tagadà” che ha basato la sua puntata pomeridiana proprio sul caos tesseramento stabiese intervistando nuovamente il consigliere e presidente del consiglio comunale, Melisse.

Come aveva spiegato anche alla nostra redazione, Melisse ha confermato “la buona fede” del suo intervento. “Se non ci vogliono possiamo benissimo andare via” tuona più di una volta il presidente del consiglio comunale anche davanti alle telecamere di “La7”. Intanto, da alcuni esponenti vicini al Partito Democratico, filtrano alcune indiscrezioni riguardanti la campagna di tesseramento: “Melisse doveva fare solo 60 tessere ma ha voluto strafare e ora si prende le conseguenze”. Un clima, quindi, tutt’altro che sereno e che sta paralizzando completamente la vita politica della città.

Dopo un primo commento, neanche il sindaco Pannullo è più ritornato sulla vicenda. Intanto il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione di sfiducia che, secondo le ultime indiscrezioni, non è stata firmata dagli altri consiglieri comunali di minoranza. Era un pericolo che i pentastellati avevano messo in conto e che stanno tentando di risolvere. La lotta interna del Partito Democratico, quindi, si sposta sui banchi del consiglio comunale che, nonostante tutto, è stato convocato per venerdì 10 marzo per discutere della questione Terme e del caso De Iulio. Per domani, invece, sale l’attesa per il verdetto del Pd regionale su queste famose tessere di Eduardo Melisse.

Gennaro Esposito