Mario Fabbrocino: la mano della camorra tra il nolano e il Vesuvio

2548

mario fabbrocino camorraMario Fabbrocino, la mano della camorra tra il nolano e il Vesuvio: Mario Fabbrocino capo dell’omonimo clan (alias ‘o gravunaro), detenuto per duplice omicidio dall’agosto del 2005, controllerebbe ancora il traffico di stupefacenti, il mercato delle costruzioni, il racket tra San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe vesuviano, Ottaviano e San Gennarello, Palma Campania e Terzigno.

Un fiume di denaro ripulito in società di comodo nel settore edilizio, alimentare, ristorativo e nella vendita di prodotti alimentari per animali all’ingrosso. Mario Fabbrocino è uno dei promotori della cosiddetta Nuova Famiglia, l’organizzazione criminale nata alla fine degli anni ’70 in antitesi alla Nco di Raffaele Cutolo.

Nel 1883 ‘o gravunaro prende le distanze da un altro super boss della camorra, Michele Zaza, creando un clan autonomo con l’ausilio dei fratelli Russo di San Paolo Belsito e Salvatore D’Avino di Somma Vesuviana.

Per anni il clan Fabbrocino ha imposto agli imprenditori edili l’acquisto di calcestruzzo prodotto dalla ditta “Fortuna” oltre ad una tassa da versare con scadenze periodiche. Mario Fabbrocino è cugino del padrino Carmine Alfieri e con lui vicinissimo per lungo tempo ad Antonio Gava, ex Ministro delle Poste e dell’Interno, ex Senatore della Repubblica e soprattutto ex colonna portante della Democrazia Cristiana.

Un uomo potente Mario Fabbrocino, legato a cartelli principali della droga in Sud America e capace di pasquale galassoinfiltrarsi nelle istituzioni ai massimi livelli. Un impero economico composto da immobili di lusso sparsi per il mondo, terreni, società e ditte intestate a prestanome, supermercati, bar, ristoranti e centri all’ingrosso per il rifornimento di attività agricole.

Ad oggi non si muoverebbe foglia che il clan Fabbrocino non voglia nel perimetro sopracitato all’ombra del Vesuvio. Fabbrocino è considerato dai giudici depositario di segreti rilevanti all’interno della camorra che conta: insieme a Pasquale Galasso e Carmine Alfieri costituiva la cupola di un potere criminale dalle ramificazioni inimmaginabili.

Un sistema che ancora oggi viene citato nei testi di educazione civica in uso presso gli Istituti Scolastici Inferiori del Paese come testimonianza grigia del potere corruttivo e offensivo della camorra. Le ultime guerre di mala a Napoli e in provincia tra baby gang e vecchie famiglie potrebbero invogliare vecchi ras del calibro di Fabbrocino a ricostituire la piramide della Nuova Famiglia monopolizzando così il controllo degli affari illeciti su buona parte non solo dell’hinterland napoletano ma dell’intera Regione.

Della serie: “radio mala” riferirebbe che i vecchi leoni, feriti ma non morti, sarebbero pronti a ruggire di nuovo contro le mire espansionistiche dei nuovi ras di camorra.

Alfonso Maria Liguori