I tre centri polifunzionali per disabili dell’area Napoli 24 vanno alla “Cooperativa Mazra”

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cooperativa mazraIl 26 aprile 2016 si concludeva una gara di offerta pubblica indetta dall’Ambito N24 (capofila Volla, Cercola, Pollena Trocchia, Massa di Somma) per l’affidamento del servizio di gestione dei tre centri diurni integrati per disabili (Volla, Cercola e Pollena Trocchia) residenti nell’Ambito N24.


Risulta vincitrice la ATI formata dalle cooperative “La Rinascita” (capofila) di Mugnano di Napoli, “Cosmopolitan” e “Senexus” (partners). Al secondo posto risulta la ATI la cui capofila è la “Cooperativa Umanista Mazra” di Cercola. Quest’ultima ritiene l’attribuzione dei relativi punteggi del tutto irregolare e, quindi, fa ricorso al TAR della Campania per richiedere il ricalcolo del punteggio e l’attribuzione alla medesima del servizio.

A luglio dello scorso anno la Sezione Seconda del TAR ha accolto il Ricorso Giurisdizionale e ordina all’Ufficio di Ambito N24 di attribuire il servizio alla Mazra. Nel merito, il Giudice Amministrativo ha accolto il ricorso in quanto la soccombente ha prodotto un’ Offerta Economica in parte indeterminata, nello specifico con riguardo alla Compartecipazione in termini di spesa e servizi. Il Giudicante ha annullato la determinazione del comune di Volla e decurtato dieci punti alla ATI Rinascente, stabilendo un risarcimento in forma specifica a  favore della “Mazra”, che risulta di fatto aggiudicataria della gara.

Si affida, dunque, il servizio a quest’ultima, ma solo per pochissimi giorni. “La Rinascita”, infatti, propone appello, avverso alla sentenza del TAR Campania, innanzi al Consiglio di Stato a Roma e richiede il riaffidamento del servizio nelle more del giudizio di appello. Con un’ordinanza del settembre dello scorso anno l’organo d’appello sospende la sentenza appellata e riaffida temporaneamente, nelle more del giudizio, il servizio a “La Rinascita”, pur tuttavia invitando l’Amministrazione Comunale di Volla e l’Ambito nel suo complesso a prendere opportuni provvedimenti di autotutela.

Il 1 marzo 2017 il Consiglio di Stato stabilisce, con sentenza il rigetto dell’appello della ricorrente “La Rinascita”, confermando di fatto la decisione di primo grado, che affidava il servizio alla “Mazra”.

“Finalmente si è messo un punto alla situazione ed è stata ripristinata la giustizia in favore innanzitutto delle persone con disabilità e delle loro rispettive famiglie residenti nei Comuni dell’Ambito 24” afferma il Presidente della Mazra dottor Maurizio De Gennaro, MusicArtTerapeuta, che continua “Il mio impegno è iniziato nel 1997, coadiuvato da professionisti seri e con preparazione all’avanguardia ed ha da sempre dato l’anima per il benessere, la comprensione ed il recupero dei diversamente abili considerando il suo operato, e quella dei suoi collaboratori una vera e propria missione più che una mera attività. Dal 2003 la Coop ha assunto la attuale denominazione “Mazra”, nome di origine semita che richiama ad una illuminazione degli uomini dall’Amore, un sentimento di misericordia che ingloba e dà dignità a chi è nato con degli handicap, sia fisici che psichici. E la parola d’ordine è proprio quella di attivare percorsi integrativi, attraverso soprattutto il metodo della “Globalità dei Linguaggi”, sviluppato inizialmente da Stefania Guerra Lisi, la quale ha poi proseguito la sua attività con ricercatori sparsi un po’ per tutta l’Italia ed operanti in vari contesti sia di cura, sia di formazione, e sia pedagogico-educativi. Tale terapia si basa sulla “MusicArTerapia, disciplina che ingloba l’utilizzo della musica, dell’arte, e di ogni forma di linguaggio, anche mimico o gestuale, prefiggendosi l’obiettivo di comprendere i livelli percettivi e comunicativi dei soggetti, valorizzarli, e instaurare un punto di contatto con il diversamente abile, favorendone una ripresa, una apertura comunicativa e spesso un inserimento all’interno della società”.

Tuttavia il De Gennaro, con una punta di amarezza tende a sottolineare come “La Commissione di quella gara ha ‘sbagliato’ l’attribuzione del punteggio. Nonostante ciò, per diversi mesi il servizio è stato svolto da chi non aveva i requisiti sufficienti, come accertato dalle due sentenze”, e conclude “Ora chi pagherà le conseguenze economiche di tale sbaglio? Solo il Comune capofila dell’AmbitoN24 (Volla)? O anche gli altri Comuni?”

Giovanni Di Rubba