Processo “carburanti”, Nicola Cosentino condannato a 7 anni di reclusione

nicola cosentinoBatosta giudiziaria per l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino condannato in primo grado a 7 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione e illecita concorrenza nell’ambito del processo “carburanti”.

Condannati anche i fratelli di Cosentino Antonio e Giovanni rispettivamente ad anni 5 e ad anni 9 e mesi 6. Fumata bianca invece per l’ex prefetto di Caserta Maria Elena Stasi che è stata prosciolta per prescrizione.

Un processo che ha visto i Cosentino imputati per vari reati con l’aggravante mafiosa per pressioni che gli imputati avrebbero perpetrato perché il Comune di Villa di Briano negasse l’autorizzazione per un distributore di benzina all’imprenditore Luigi Gallo.

Nella stessa sentenza ordinata anche la confisca dei beni e delle quote della società di famiglia dei Cosentino denominata Aversana Petroli. “Non comprendiamo le motivazioni di questa sentenza – ha precisato Agostino De Caro, legale di Cosentino – avendo creduto e credendo fermamente nell’innocenza del mio assistito. Senza ombra di dubbio ricorreremo in appello certi di far emergere l’estraneità di Cosentino dai fatti contestati”.

Per Nicola Cosentino, al momento ai domiciliari, si tratta della terza condanna dopo quella a 9 anni per concorso esterno in associazione camorristica del novembre 2016 e quella a 4 anni inflittagli a giugno dello scorso anno per la corruzione di un agente del carcere di Secondigliano, vicenda che ha portato alla condanna anche della moglie e del cognato di Cosentino.

Dura la requisitoria contro l’ex sottosegretario all’Economia del magistrato della Dda Alessandro D’Alessio: “I Cosentino vanno messi in ginocchio e va confiscata la loro società”. Un terremoto dunque in casa Cosentino che rischia di annientare un impero economico costruito, secondo i giudici, attraverso pressioni esercitate su imprese concorrenti grazie all’appoggio di clan camorristici operanti nel casertano, meglio noti come Casalesi.

Cosentino nel corso degli anni sarebbe stato più volte accusato da numerosi pentiti: a difendere invece l’ex sottosegretario il boss collaboratore di giustizia Giuseppe Misso che nel corso di alcuni interrogatori avrebbe completamente scagionato Cosentino. Una tesi che la difesa del politico avrebbe più volto sostenuto dinanzi ai giudici che ancora una volta hanno invece ritenuto l’imputato responsabile dei reati ascrittigli.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.