Bagnoli, l’arenile è una discarica a cielo aperto. Qui dove si violentano le spiagge

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bagnoli discaricaArenile di Bagnoli: ce ne eravamo occupati diverse volte in passato evidenziando lo stato di abbandono in cui versava. Ad oggi nulla è cambiato in positivo: immondizia di ogni genere, carogne di piccoli animali e persino un frigorifero del tipo usato per la vendita dei gelati testimoniano il livello di inciviltà di chi ha scambiato un tratto di spiaggia per discarica a cielo aperto.

Bagnoli: realtà violentata per decenni da politiche industriali scellerate che hanno inquinato il territorio e il tratto costiero. Scarsa occupazione (per non dire inesistenze) e mancanza di sana aggregazione sociale complicano enormemente il vissuto di tanti giovani costretti a cercare lontano da casa quel minimo di vivibilità che gli amati luoghi natii non sono mai riusciti a garantirgli.

Lo si respira nell’aria, lo si osserva negli sguardi spenti dei ragazzi a cui la società ha da sempre riservato poca attenzione. Facile e riduttivo addossare le colpe di un simile sfacelo unicamente alla camorra, al clan di camorra D’Ausilio storicamente egemone a Bagnoli. Il problema è molto più complesso e coinvolge cattivi politici, pessimi amministratori incapaci di instaurare un dialogo costruttivo con il governo centrale per bonificare un’area devastata sotto il profilo ambientale sino all’inverosimile.

Non è un caso che il numero di decessi causati da patologie oncologiche sia in esponenziale aumento a Bagnoli così come il numero di bambini che nei primi anni manifestano la cosiddetta sindrome dello spettro autistico. Questioni gravissime ad oggi trattate forse con eccessiva sufficienza dalle istituzioni competenti.

Si sa che a Napoli per contare devi appartenere, conoscere, essere legato a qualcuno: lo si intuisce dalla tolleranza immensa manifestata dagli organi preposti nei confronti di note attività ludiche della zona nonostante attorno alle stesse ruotino denunce di residenti e “anomalie” di ogni genere. Siamo certi che alla vigile attenzione della Procura della Repubblica e all’irreprensibile monitoraggio effettuato quotidianamente dalle forze dell’ordine tali anomalie non sfuggiranno.

Lidi abusivi messi su con materiali di fortuna su arenili interdetti all’elioterapia e alla balneazione, somministrazione all’interno degli stessi di alimenti con tanto di bevande alcoliche testimoniano in modo inequivocabile come a Bagnoli qualcosa proprio non quadri. Ci auguriamo che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ritorni ad occuparsi della zona con ben altra voglia di fare invece di polemizzare con il leader leghista Salvini preparandosi alla scalata nazionale del movimento politico da lui varato Dema (di cui il fratello Claudio è segretario). Della serie: sognando “Bagnoli Futura” ai cittadini tocca fare i conti con quella attuale.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.