Scissionisti di Secondigliano: i “Signori della Guerra” tra fiumi di droga, killer e ristoranti

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secondigliano scissionisti droga“I Signori della guerra”, ovvero gli Scissionisti di Secondigliano: così la mala partenopea definisce il potente clan della camorra nato dall’unione di due famiglie una volta fedelissime dei Di Lauro, ovvero gli Amato-Pagano con altri gruppi sempre attivi nella zona.

Questi i clan che nell’insieme danno vita a questa mega associazione a delinquere: Abbinante, Pariante, Lo Russo, Prestieri, Stabile, Licciardi, Moccia, Casalesi. Padroni assoluti degli affari illeciti a Scampia e Secondigliano (con particolare riferimento allo spaccio di stupefacenti) gli Scissionisti dominano in particolare nella zona delle Vele e dello “Chalet Baku” estendendo inoltre la propria influenza criminale, attraverso piccoli gruppi malavitosi a loro vicini, anche a Casalnuovo, Casavatore, Casoria, Chiaiano, Giugliano in Campania, Marianella, Melito, Miano, Mugnano e Piscinola.

Grazie all’ausilio di insospettabili professionisti partenopei gli Scissionisti sarebbero in grado di investire i proventi del traffico di droga in attività ristorative e alberghiere di lusso situate all’estero, in particolare in Spagna (un particolare che li fa identificare anche come gli “spagnoli”). Un potere economico impressionante dà vita ad un complesso criminale strutturato: gruppi di fuoco formati da killer professionisti in grado di colpire ovunque sul territorio e a qualsiasi ora del giorno, eserciti di pusher, corrieri, vedette, fiancheggiatori e presta nome tutti al servizio dei signori della guerra.

Per non parlare delle ramificazioni negli Enti pubblici, in molte imprese operanti nella pseudo legalità e dei funzionari pubblici e appartenenti alle forze dell’ordine presenti sul libro paga del clan (quelli che gli onesti servitori dello Stato chiamano “infedeli” ). A testimonianza di questo triste dato gli arresti continui di esponenti delle forze dell’ordine nel corso degli anni responsabili a vario titolo di aver coperto i pezzi da 90 degli Scissionisti, fatto soffiate su blitz imminenti e favorito la vita dei detenuti del clan all’interno delle strutture penitenziarie.

Violenti e determinati a detronizzare definitivamente la famiglia Di Lauro. A provocare la scintilla della scampia velescissione da Ciruzzo ‘o Milionario (alias di Paolo Di Lauro) l’arroganza e il fanatismo del figlio Cosimo: l’idea del rampollo di ‘o Milionario era quella di sostituire le vecchie famiglie del clan, poste dal padre Paolo a gestire le principali piazze di spaccio nella zona, con giovani affiliati dalla scarsa esperienza sul campo ma, a suo dire, dalle nuove vedute in materia criminale.

Un grosso errore quello di Cosimo Di Lauro sottolineato, secondo alcune indiscrezioni, persino dal padre Paolo che avrebbe dal carcere inveito contro l’incapacità gestionale del giovane. Storia diversa per Marco Di Lauro, latitante da anni e figlio minore di Paolo. Il giovane dopo essersi sottoposto ad interventi di chirurgia estetica sarebbe sparito all’estero riallacciando i rapporti con i grossi cartelli sudamericani del narcotraffico e ripulendo il denaro sporco in società finanziarie, alberghi, ristoranti, night e centri estetici.

Marco Di Lauro sa bene però di dover restare in esilio: gli Scissionisti avrebbero giurato eterna rivalità al casato dei Di Lauro che forse, nelle fasi iniziali della scissione, aveva fortemente sottovaluto gli avversari. In sintesi: i signori della guerra sosterrebbero con ogni mezzo uno slogan macabro, che la dice lunga sulla determinazione di chi è pronto a tutto pur di “comandare” nel sistema: “Secondigliano Regna”.

Alfonso Maria Liguori