Appalti Santobono e Adisu, blitz dell’Antimafia: arrestati amministratori e imprenditori

appalti santobonoAppalti Santobono e Adisu, blitz dell’Antimafia: arrestati amministratori e imprenditori. La polizia di stato di Napoli sta dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), a carico di amministratori di strutture pubbliche partenopee, legali rappresentanti di imprese e imprenditori ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Oggetto delle indagini, e degli approfondimenti investigativi svolti, appalti presso l’azienda ospedaliera di rilievo nazionale Santobono-Pausilipon e appalti presso l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario. Continua così il giro di vite da parte delle istituzioni competenti nei controlli dei rapporti tra pubblico e privato con particolare riferimento agli appalti.

Un mega business quello di appalti Santobono e Adisu spesso gestito da prestanome di potenti clan della camorra: un particolare questo più volte emerso nelle dichiarazioni del pentito Carlo Lo Russo. Capo dell’omonimo clan Lo Russo ha dettagliatamente spiegato ai giudici come ditte riconducibili allo stesso gruppo malavitoso sbaragliassero le società concorrenti attraverso mirati atti intimidatori.

Ai titolari delle imprese vessate non restava che piegarsi alla camorra o accettare le “regole di mercato” imposte dalla stessa (in caso di vincita una “tassa” da pagare al sistema). Il dato più significativo è dettato dalla vastità di inchieste, tutte intrecciate tra loro, come anche questa su appalti Santobono e Adisu che evidenziano drammaticamente il livello di corruzione e collusione raggiunto all’interno di Enti Pubblici di fama internazionale.

Pensiamo al blitz contro i furbetti del Loreto Mare (medici, tecnici e infermieri beccati fuori servizio pur risultando “in” con il solito sistema della timbratura di favore), allo scandalo che ha visto protagonista un primario del Pascale (che favoriva secondo i giudici società fornitrici riconducibili allo stesso) e alla bufera giudiziaria che si è abbattuta su alcuni consiglieri regionali ( ad oggi resta in carcere l’ex assessore al Turismo Pasquale Sommesse per corruzione e turbativa d’asta).

Un danno d’immagine enorme, ulteriore sfiducia dei cittadini nei confronti del pubblico con particolare riferimento al settore sanitario. Colpi di scena eclatanti e coinvolgimenti inimmaginabili potrebbero caratterizzare gli eventi dei prossimi giorni: la Napoli bene trema sotto l’occhio vigile e severo dei giudici.

Alfonso Maria Liguori

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