Carabinieri travestiti da netturbini “incastrano” gli specialisti delle truffe: pedinamento da Vico Equense a Positano

656

carabinieri travestiti truffa anzianiCarabinieri travestiti da netturbini “incastrano” gli specialisti delle truffe: pedinamento da Vico Equense a Positano. In due, probabilmente approfittando della buona fede della gente che abita i tranquilli Comuni della penisola sorrentina e costiera amalfitana, stavano per truffare migliaia di euro ad anziani caduti nel raggiro.

Si tratta di Antonio Ascione, 55enne di Casandrino, incensurato, e V. B., 17enne incensurato, bloccati nel corso di un’operazione congiunta dei militari delle stazioni di Vico Equense e Positano e denunciati: il primo in stato di arresto e il minore a piede libero perché ritenuti responsabili di concorso in truffa aggravata.

Abilissimi nell’individuare le loro vittime, i presunti truffatori da qualche giorno bazzicavano i Comuni costieri a caccia di informazioni utili a costruire le truffe attorno al malcapitato di turno. Il modus operandi era quello di acquisire informazioni precise e poi di cercare l’abboccamento telefonico nel modo più ignobile possibile.

A finire nella rete dei presunti truffatori, una anziana di 85 anni che ignara di tutto credeva di aver avuto contatti telefonici con la nipote e aveva sborsato 3500 euro in contante nelle mani dei due truffatori, fintisi spedizionieri. Fingendosi netturbini i militari li hanno pedinati da Vico Equense, dov’è avvenuto il contatto con la donna, a Positano, dove probabilmente avrebbero dovuto incontrare la seconda vittima. (Il testo continua dopo il video)

Quando uno dei due finti “netturbini” sulla statale 163 amalfitana ha scorto Ascione e il complice a bordo della loro auto momentaneamente in sosta a margine carreggiata (stava contando un rotolo di banconote da 50 euro) è scattato l’intervento. I carabinieri travestiti hanno recuperato e restituito alla vittima l’intera somma truffata nonché sequestrato la vettura usata dai due e altri “pacchi”, gia’ pronti, custoditi nel bagagliaio.

Proseguono le indagini per individuare l’eventuale rete di complicità, così come continua la campagna di sensibilizzazione dei militari dell’Arma per evitare che altri anziani cadano nella trappola.

Share