I numeri di Viscovo e la storia del Piano Urbanistico di Volla

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A Volla c’è chi dà i numeri. Il sindaco Andrea Viscovo nel tentativo di spiegare la storia urbanistica della cittadina vesuviana ha realizzato un manifesto, apparso nei giorni scorsi sui muri della città, che riporta in sintesi dati, anni e nomi. Non un’accusa a chi lo ha preceduto, ha spiegato in più occasioni il primo cittadino vollese, ma un tentativo di far chiarezza su alcuni “flussi” edilizi, legittimi per carità, che hanno interessato negli ultimi anni il territorio comunale.

La storia, ormai divenuta leggenda, del Puc di Volla è cosa assai vecchia e basta spulciare l’archivio della nostra testata per riscostruire in maniera sostanzialmente fedele tutto l’iter che ha portato alla “colata di cemento”, così la definivano le opposizioni di sinistra che riuscirono a bloccare l’approvazione del Piano negli anni dell’amministrazione Ricci; “colata di cemento” che poi effettivamente ha ricoperto e sta ricoprendo Volla: un vero e proprio tsunami.

Negli ultimi mesi dell’amministrazione Ricci il Puc redatto dall’ing. Ferrigni tribolava in Provincia nella speranza di una mai giunta approvazione. Amministrazione provinciale a guida Forza Italia della quale faceva parte lo stesso sindaco di Volla, all’epoca anche consigliere provinciale proprio nelle fila azzurre, non approvò in quel concitato passaggio pre elettorale il piano vollese e lo stesso sindaco uscente fu bocciato dai suoi concittadini che gli preferirono il candidato del centrosinistra e del Pd, Angelo Guadagno.

Il Puc non fu approvato dalla Provincia e le norme di salvaguardia che bloccavano qualsiasi iniziativa urbanistica ed edificatoria decaddero lasciando il passo alle leggi nazionali “Svilippo Italia” e “Piano Casa” che nel frattempo erano state approvate dal consiglio comunale vollese ma restavano al palo grazie alle norme di salvaguardia scattate con l’approvazione del Puc nell’assise pubblica.

L’amministrazione Guadagno promise un nuovo Piano Urbanistico lampo che in pochi mesi avrebbe cambiato il volto alla città e dato un regolamento definitivo all’edilizia, decidendo di non opporsi alla decadenza del piano presentato dal centrodestra. Nei fatti però il centrosinistra non riuscì a realizzare quanto promesso restando in balia dello Sviluppo Italia e del Piano Casa, leggi che nel frattempo non erano più bloccate dalle norme di salvaguardi e che la stessa amministrazione Guadagno aveva esteso a tutto il territorio cittadino. Dopo aver tanto criticato il “Puc del cemento” di Ricci, il sindaco Guadagno e la sua maggioranza riuscirono ad ottenere la vera colata di cemento con numeri che superavano e superano di gran lunga quelli avversati all’amministrazione di centrodestra che li aveva preceduti.

Oggi in base a quanto accaduto negli ultimi anni, Volla è governata, urbanisticamente, da quei provvedimenti dettati dalla politica nazionale che permettono di chiedere ed ottenere concessioni edilizie e realizzare nuove unità abitative o ampliare la casa, nei fatti realizzando ulteriori appartamenti, in deroga alle normative locali, che nel caso di Volla, del resto, non esistono.

E allora via libera alla colata di cemento su Volla. Ebbene sì, sic stantibus rebus, le richieste di edificare che si attengono alle leggi vigenti, in mancanza di ulteriori motivi ostativi, non possono che essere concesse dagli uffici competenti.

E così arriviamo ai numeri di Viscovo che, come dichiarato, ha inteso solo fare chiarezza proprio sui numeri, troppo spesso dati a caso, sia dalle opposizioni che dalla stampa.

“Stiamo già lavorando nel frattempo al nostro Piano Urbanistico Comunale – ha concluso Viscovo – ma non siamo assillati dalla fretta di realizzarlo. Ci preme piuttosto fare un buon lavoro che punti soprattutto su servizi e strutture che rendano la nostra cittadina più vivibile e moderna. I costi dovrebbero essere relativamente contenuti anche perché ai progettisti che saranno impegnati per la realizzazione del nostro Puc saranno dati tutti gli studi e i lavori in possesso dell’Ente, realizzati negli anni da chi li ha preceduti. Del resto realizzare un Piano Urbanistico, di centro, non cambierebbe le cose. Gli imprenditori che hanno presentato richiesta e che possono costruire grazie alle norme nazionali in deroga agli strumenti urbanistici locali, continueranno a farlo, e allora meglio riflettere bene sull’obiettivo da raggiungere e puntare sulla città e sui cittadini per dare loro un piano degno di una città civile”.

Nei giorni scorsi, intanto, il primo cittadino Andrea Viscovo ha incontrato la stampa per parlare della tematica urbanistica e per fare un punto su quanto realizzato finora o in via di realizzazione, diffondendo inoltre un comunicato stampa nel quale sono stati toccati tutte le tematiche affrontate.

Maria Rita Borruto