Giampaolo Scafarto, il ruolo dei servizi nell’inchiesta Consip: il dossier inviato ai giudici

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dossier giampaolo scafartoNuovi elementi contro il capitano del Noe Giampaolo Scafarto nell’ambito dell’inchiesta Consip: alcuni sottoposti dell’ufficiale avrebbero infatti informato il loro superiore lo scorso ottobre dell’esito negativo avuto dalle indagini condotte dall’Arma su presunti pedinamenti compiuti da esponenti dei servizi.

Contrariamente al contenuto della precisa relazione consegnata dai carabinieri al capitano Giampaolo Scafarto l’ufficiale tre mesi dopo avrebbe inviato un dossier ai giudici con un intero capitolo riguardante proprio il ruolo avuto dai servizi nella vicenda. Un particolare rilevante, un’accusa oltremodo grave che a questo punto rischia di compromettere l’intera inchiesta riaccendendo clamorosamente la controversia tra Procura di Napoli e Roma.

Il procuratore di Napoli Nunzio Fragliasso, dopo una riunione con il pm Henry John Woodcock, ha ribadito piena fiducia nell’operato degli investigatori del Noe escludendo categoricamente contrasti con i colleghi romani con i quali continua una piena sintonia istituzionale. La Procura di Roma starebbe avviando un’ulteriore indagine sull’operato del Noe, ricostruendo i contatti avuti dal capitano Giampaolo Scafarto all’interno del suo ufficio, i rapporti con i collaboratori più stretti e soprattutto eventuali legami “esterni” che possano aver condizionato il suo lavoro.

Inoltre si tenterebbe di far chiarezza sulle modalità d’acquisizione delle prove legate al fascicolo d’inchiesta. In parole povere si tratterebbe di capire nello specifico cosa accadde lo scorso 18 ottobre quando nella spazzatura della Romeo Gestioni Spa sarebbe stato ritrovato il “pizzino” scritto da Romeo con le dazioni che secondo l’accusa erano per Tiziano Renzi e per il faccendiere Carlo Russo, entrambi indagati per traffico di influenze illecite.

Le verifiche affidate ai carabinieri del Nucleo Provinciale (dopo la decisione presa dal procuratore Giuseppe Pignatone di ritirare la delega d’indagine al Noe accusando il reparto dei carabinieri di aver fatto filtrare notizie ancora coperte dal segreto istruttorio) sono finalizzate a comprendere se i documenti siano stati ritrovati veramente nell’immondizia o se al contrario siano stati acquisiti con diversa modalità.

Una vicenda che tra continui colpi di scena rischia di vedere presto iscritti nel registro degli indagati altri nomi eccellenti. Intanto si attende l’interrogatorio del capitano del Noe Scafarto che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni e fare finalmente chiarezza sull’eventuale responsabilità del noto ufficiale dell’Arma.

Alfonso Maria Liguori