Il Principe e la scheda ballerina, arriva la sentenza: Nicola Cosentino condannato a 5 anni

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Nicola CosentinoL’ex sottosegretario all’Economia del PdL Nicola Cosentino è stato condannato a 5 anni di carcere dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere al termine del processo di primo grado cosiddetto “Il Principe e la scheda ballerina”.

Cosentino, già condannato complessivamente a 20 anni e mezzo di carcere in tre processi conclusisi nei mesi scorsi, era imputato per tentativo di reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa in relazione al finanziamento da cinque milioni di euro per la costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe, denominato “Il Principe”, voluto secondo l’accusa dal clan dei Casalesi, ma mai realizzato.

L’ex coordinatore campano di Forza Italia è stato invece assolto dall’accusa di corruzione mentre durante la fase delle indagini preliminari era stato prosciolto dai reati di falso e abuso d’ufficio. I sostituti della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli Fabrizio Vanorio e Sandro D’Alessio avevano chiesto 9 anni di carcere al termine della requisitoria.

Immediata la dichiarazione ai media degli avvocati di Cosentino Stefano Montone e Agostino De Caro: “Prendiamo atto dell’assoluzione di Nicola Cosentino dall’accusa di corruzione aggravata che si aggiunge ai precedenti proscioglimenti per i reati di falso e abuso d’ufficio. A questo punto chiediamo in cosa si sia sostanziato il contributo causale di Cosentino nel tentativo di rimpiego di capitali rispetto ad una vicenda, quella del centro commerciale Il Principe, in cui il nostro assistito non ha avuto alcun altro ruolo”.

Attualmente Cosentino si trova ai domiciliari a Caserta. “Tutto ruota – hanno chiarito i legali – attorno all’incontro che Cosentino ebbe a Roma presso la filiale dell’Unicredit il 7 febbraio 2007, e che secondo l’accusa sarebbe servito per fare pressioni sul funzionario Cristoforo Zara per concedere il finanziamento da 5 milioni di euro per realizzare il centro commerciale. Peccato che il prestito fu deliberato dall’Unicredit il 31 luglio del 2006, e due giorni prima del famoso incontro, l’Ufficio Legale dell’Istituto di Credito diede parere positivo all’erogazione.

Dunque l’incontro non servì allo scopo indicato dalla Dda, visto che la pratica di finanziamento era già andata in porto; e per questo Cosentino è stato condannato”. Dichiarazioni polemiche quelle degli avvocati di Cosentino in una vicenda che potrebbe riservare ancora clamorosi colpi di scena.

Alfonso Maria Liguori