Ventisette coltellate al marito dell’amante: arrestate due persone. Lo lasciarono agonizzante nelle campagne

I militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip del Tribunale di Nola a carico di N. G. di Saviano e A. A. di Poggiomarino, rispettivamente di 38 e 40 anni

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tentato omicidio nola coltellateVentisette coltellate al marito dell’amante: arrestate due persone. Lo lasciarono agonizzante nelle campagne del nolano.

I carabinieri del Nucleo Operativo di Nola, a conclusione di complesse e articolate attività investigative supportate anche da intercettazioni ambientali e telefoniche iniziate il 25 luglio 2016.

Le indagini sono scattate in seguito al ritrovamento del corpo del 26enne cittadino ucraino Lickar Maksym, trovato agonizzante con diverse ferite d’arma da taglio in una stradina di campagna di Nola.

I militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip del Tribunale di Nola a carico di N. G. di Saviano e A. A. di Poggiomarino, rispettivamente di 38 e 40 anni.

L’indagine è stata diretta dalla Procura della Repubblica di Nola sulla base delle indagini effettuate dai carabinieri. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, in concorso, di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà e porto in luogo pubblico di oggetto atto ad offendere.

Le indagini dopo il tentato omicidio a coltellate

Grazie al lavoro certosino degli 007 dell’Arma è stato possibile fare piena luce sull’efferato episodio delittuoso compiuto nella mattinata del 25 luglio scorso quando la vittima sarebbe stata condotta dai due arrestati in una stradina di campagna di Nola subendo ventisette coltellate inferte in varie parti del corpo.

Il cittadino ucraino è stato poi soccorso dal personale del 118 e trasportato prima al pronto soccorso dell’ospedale civile di Nola e poi, a causa della gravità delle ferite riportate, al nosocomio San Giovanni Bosco di Napoli. Alla base del gesto criminale una relazione extraconiugale che N. G. avrebbe intrecciato con la moglie dell’ucraino e che già in passato aveva costituto motivo di litigio tra i due uomini.

Dopo le formalità di rito gli arrestati sono stati associati alle case circondariali di Napoli Poggioreale e Bellizzi Irpino. Ancora una volta l’ignoranza, l’efferata violenza e la mancanza di rispetto la vita hanno indotto 2 individui a macchiarsi di un atroce crimine: colpire un uomo con ventisette coltellate equivale a infierire su un essere umano con ferocia inaudita.

Non esistono giustificazioni per un gesto tanto balordo quanto incivile: i due responsabili (ovviamente presunti tali sino a sentenza definitiva contraria) avranno a lungo modo di riflettere sulla follia commessa in quel delle patrie galere dove con ogni probabilità soggiorneranno per anni.

Alfonso Maria Liguori