E’ ormai trascorsa più di una settimana da quando, mercoledì scorso, l’amministrazione Viscovo ha messo definitivamente la parola fine al suo mandato.

Ieri, l’ormai ex sindaco ha chiamato a raccolta la stampa per una conferenza al fine di dichiarare la propria posizione su quanto accaduto.

Un’amministrazione finita molto presto, vanta infatti solo dieci mesi di mandato “abbiamo pagato per la nostra onestà” ha commentato Viscovo.

Compromesso e tradimento sono state le parole utilizzate dallo stesso per spiegare la rottura:  “Nell’azione politica di questi dieci mesi possiamo dire ad alta voce di non aver fatto alcun compromesso – spiega l’ex primo cittadino – il nostro gruppo non ha ceduto alle richieste politiche di chi voleva far valere il proprio peso per ottenere spazi di potere. Ho amministrato onestamente il nostro paese”.

Per la parola tradimento, invece, fa un piccolo flashback al 22 dicembre riferendosi ai tre consiglieri dissidenti: “Ancora oggi non ho ascoltato una reale motivazione politica di quell’atteggiamento. Ho sentito e letto solo bugie – dichiara Viscovo – e, per il loro rientro in maggioranza hanno posto condizioni politiche che non si sposavano con il progetto originario. Fino a quel momento, inoltre, le decisioni sono state ampiamente condivise e non era mai stato sollevato alcun tipo di problema. Tutte le scelte adottate erano in presenza dell’assessore Coppeto che rappresentava quel gruppo”.

Viscovo ha proseguito quindi additando gli indipendenti come coloro che hanno tradito la città consegnandola di nuovo nelle mani del commissariamento ed in particolare “…per la seconda volta Ivan Aprea, artefice principale di un commissariamento. Spero, per il paese, che non si avveri il detto: non c’è due senza tre”.

Il capitolo De Simone viene invece definito come una pugnalata sferrata dallo stesso ex consigliere azzurro. “Un mese prima aveva dichiarato di appoggiare il nostro progetto, per scongiurare l’avvento di un commissariamento senza richiedere alcuna contropartita politica. Al momento decisivo invece ha dimenticato quelle parole diventando complice del commissariamento”.

Successivamente Andrea Viscovo è passato ad una rapida analisi del lavoro da loro svolto: “In dieci mesi non si può giudicare il nostro operato politico. Chi lo fa, vuole solo strumentalizzare o togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il progetto politico – continua ancora – non può quindi considerarsi fallito ma semplicemente interrotto. Ogni giorno, nel corso del nostro mandato, abbiamo ricevuto i cittadini accollandoci le problematiche e provando a risolverle in tempi brevi. Mi sono dedicato personalmente a due grosse progettualità quali quelle delle fognature e della pubblica illuminazione. Abbiamo avviato, inoltre, tutte le procedure per la riqualificazione della villetta di via Nenni, c’è poi il progetto della piazza comunale e le diverse feste come quella di San Michele, Carnevale e dei Gigli”.

Per quanto riguarda il tema bilancio, invece “…per la prima volta aveva il parere pienamente favorevole dei revisori contabili e a cui, ne sono convinto, il Commissario darà seguito. Avremmo ridotto gli sprechi e soprattutto avremmo risolto diversi problemi: scuole, strade, immobili comunali e soprattutto dotato Volla del PUC”.

La conferenza si è conclusa con delle parole che avevano il suono di un monito per il futuro, anche perché ripetute due volte:  “Non imbarcate nelle liste chi ha conflitti di interessi con il Comune, chi ambisce esclusivamente al titolo di consigliere, chi è sponsorizzato ma serve solo lo sponsor e chi ha i voti ma non la dignità” è stata la frase dell’uscente primo cittadino, insieme ad un’altra:  “Continuerò a ‘fare Politica’, quella sana, quella vera, quella finalizzata esclusivamente al bene della collettività”.

Maria Rita Borruto

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