All’ospedale Pascale si dirottano i malati verso centri privati? C’è l’inchiesta della Procura

Nuova bufera sull'ospedale Pascale di Napoli: la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per 2 ipotesi di reato, concussione e peculato

2137

ospedale pascale napoliNuova bufera sull’ospedale Pascale di Napoli: la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per 2 ipotesi di reato, concussione e peculato.

Ad accendere ancora una volta i riflettori della magistratura sul noto nosocomio partenopeo i lunghissimi tempi di attesa per le operazioni di tumore al seno e i presunti tentativi di qualche esponente del personale sanitario di dirottare i malati di cancro verso interventi a pagamento da effettuare in tempi ridottissimi.




Al momento non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati: i carabinieri del Nas starebbero interrogando pazienti, analizzando documenti e registri per evidenziare eventuali anomalie e procedere immediatamente nei confronti dei responsabili.

Questa volta, se le indagini dovessero accertare la veridicità dei reati ipotizzati dalla Procura, saremmo veramente alla frutta: deontologicamente non ci siamo mai pronunciati in modo diretto limitandoci alla narrazione quanto più attenta è possibile dei fatti ma questa volta ci auguriamo di cuore che la magistratura vada fino in fondo a pugno chiuso contro individui indegni di operare nella Sanità pubblica.

Gente senza scrupoli peggiore dei camorristi (perché dei primi è chiara la natura a delinquere mentre per i secondi c’è l’aggravante del finto perbenismo) che non esita a lucrare sulla disperazione di chi lotta per la vita.

Insensibile alla disperazione delle famiglie dei malati di cancro, agli sguardi di speranza di persone che soffrono in modo indicibile cercando nei grossi ospedali napoletani oasi sicura nella quale affrontare le varie patologie oncologiche.

Ospedale Pascale: nuova bufera

Ovviamente ci guardiamo bene dal generalizzare sull’intera categoria dei medici, infermieri e tecnici dei siti ospedalieri nostrani: plauso pieno a chi lavora tra mille difficoltà professionalmente e con onestà all’interno magari di un pronto soccorso situato in zone altamente a rischio di Napoli e provincia.

Ma nessuna pietà, nessuna attenuante per chi risultando in servizio si reca invece a giocare a tennis, se ne va a fare la spesa risultando persino in straordinario grazie alla complicità di altri colleghi o manipola delicate gare d’appalto perché siano vinte da ditte allo stesso riconducibili (ogni riferimento alle ultime vicende di cronaca che hanno interessato il nosocomio Loreto Mare e l’ospedale Pascale è puramente casuale). Della serie: forza giudici, gli onesti napoletani ripongono immensa fiducia nel vostro lavoro e in quello delle forze dell’ordine.

Alfonso Maria Liguori

Share