Pagani, omicidio della prostituta: gli assassini e il movente

Omicidio della prostituta: in pochi attimi l'efferato delitto. Fermati due giovani del posto. Ad inchiodarli una telefonata pervenuta ai carabinieri

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omicidio della prostituta paganiPagani, omicidio della prostituta: ormai non ci sarebbero più dubbi. Secondo i giudici ad uccidere con efferata violenza Gorizia Coppola nei pressi del mercato ortofrutticolo di Nocera-Pagani sarebbero stati 2 giovani del posto: Luigi Femiano (esecutore materiale del delitto) e Gennaro Avitabile, che avrebbe fornito all’amico l’arma del delitto.




Ad inchiodare i 2 una telefonata pervenuta ai carabinieri la mattina del 3 maggio nella quale si diceva che ad uccidere una prostituta nei pressi del sopracitato mercato (Gorizia Coppola) erano stati Femiano e Avitabile, aggiungendo che i due si erano recati sul posto con la Citroen rossa del padre di Avitabile nel cui cruscotto sarebbe stato nascosto il coltello usato per uccidere la donna.

Gorizia Coppola aveva 44 anni ed era originaria di Nocera. Immediate le indagini da parte dei militari dell’Arma: a crollare per primo sotto l’interrogatorio incalzante degli investigatori Luigi Fermiano (di anni 19) che avrebbe confessato agi inquirenti di aver trascorso la serata insieme all’amico Avitabile a Vietri sul Mare. Di ritorno dall’uscita la diabolica idea di consumare un rapporto con la prostituta Coppola senza corrisponderle il denaro necessario ma spaventandola con un coltello.

Omicidio della prostituta: in pochi attimi l’efferato delitto

I due si sarebbero avvicinati alla vittima che si sarebbe chinata per parlare con i ragazzi seduti in auto: all’improvviso Avitabile avrebbe passato un coltello (di circa 20 cm) a Fermiano che senza esitare avrebbe colpito la prostituta al basso ventre. Pochi passi indietro e Coppola era già riversa sull’asfalto in un mare di sangue. Al quel punto di 2 si sarebbero dati alla fuga.

Contraddittoria la prima deposizione di Avitabile che aveva negato di aver mai passato alcun coltello all’amico che avrebbe agito, a suo dire, in modo autonomo e imprevisto. Ma alla fine anche lui è crollato confessando che l’arma da taglio si trovava in auto perché usata dal padre per raccogliere funghi.

L’intento folle era quello di spaventare la prostituta per avere un rapporto sessuale “a 3” gratis. Per il gip l’omicidio compiuto dai 2 giovani costituisce un episodio di ingiustificabile ferocia aggravato da futili motivi. Un brutto quadro accusatorio per i due che potrebbero andare incontro a questo punto ad una condanna severissima e trascorrere, nel migliore dei casi, decenni nelle patrie galere.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.