A Pomigliano d’Arco va in scena “Rosso Fiammante: quando il compagno Marx si portava non male”

L’opera, con Felice Panico alla regia, è ispirata a Brecht ed al gruppo Zezi, per ricordare l’attualità delle loro opere contro lo sfruttamento dei lavoratori in questa epoca di eterno precariato

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pomigliano teatro rosso fiammante (1)Venerdì 12 maggio alle ore 20 e 30, presso il liceo “Vittorio Imbriani” sito alla via Pratola Ponte di Pomigliano d’Arco, si terrà il saggio finale del laboratorio del Teatro Pubblico Campano dal titolo “Rosso fiammante: quando il compagno Marx si portava non male”.





L’evento avrà sede nell’auditorium “Vincenzo D’Onofrio”, intitolato al docente di letteratura che per anni ha insegnato nel liceo pomilio comunicando ad i suoi allievi non solo l’amore per le lettere classiche ma anche -ed in un connubio unico ed interessantissimo- quello per il teatro.

L’opera vedrà alla regia Felice Panico, pomiglianese classe 1981, scrittore e poeta oltre che attore, con all’attivo importanti collaborazioni -Marco Baliani, Roberto Andò, Giuseppe Bertolucci, Rocco Papaleo, Alessandro Haber, Giampiero Solari- oltre che vincitore di diversi premi per i suoi lavori teatrali, tra cui il “Romeo Collalti” ed il “Carlo Feltrinelli – Il Razzismo E’ Una Brutta Storia”.

L’opera in scena è liberamente tratta dal lavoro di Bertholt Brecht “Santa Giovanna dei Macelli”, nonché da canzoni, storie, conti, musiche e versi del celebre Gruppo Operaio “I ZeZi”- da “Zeza”, una rappresentazione carnevalesca tipica delle culture contadine della Campania- noto in tutto il territorio nazionale e nato a Pomigliano nella seconda metà degli anni ‘70 come gruppo folk, che con i suoi lavori si poneva a tutela degli operai della fabbriche automobilistiche pomiglianesi. Un’opera che accoglie dunque la loro eredità, a tutela di lavoratori e sfruttati.

Rosso come il colore delle rivoluzioni e dell’Alfa Romeo di Pomigliano

“Rosso è il colore delle rivoluzioni europee, come le bandiere che hanno accompagnato le rivoluzioni e come il colore dell’Alfa Romeo che in Pomigliano ha portato lavoro, sofferenze e difficoltà ma soprattutto consapevolezza, senso di appartenenza ed arte, una catena di montaggio miracolosa che non solo ha prodotto componenti meccaniche ma soprattutto parole, musica e teatro” affermano gli organizzatori in un comunicato, proseguendo “l’opera si pone lo scopo di ricordare che al di là di qualsiasi ideologia o colore politico, quella che è stata scritta dal 1976 ad oggi è una storia importante”.

L’opera è realizzata col patrocinio del comune di Pomigliano d’Arco -Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili-, dalla Regione Campania e del citato Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo.

In scena saranno Fortuna Capolongo, Albachiara De Lucia, Lello D’Onofrio, Raffaele D’Onofrio, Gianluca Esposito, Giulia Franco, Marco Melito, Luigi Milosa, Diego Nespolino, Carmine Porcaro, Mariangela Rea, Rosa Maria Russo, Giustino Sannio, Emanuela Stompanato. Al basso Giovanni Nocerino, Michele Sapuppo alle percussioni e Felice Panico chitarre e cori. Le scene e costumi sono a cura di Rita Monterosso.

Giovanni Di Rubba