Inchiesta The Queen, Pasquale Sommese lascia il carcere: concessi i domiciliari

I reati contestati a vario titolo agli indagati, tra cui appunto Pasquale Sommese, nello stesso procedimento sono di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa

1436

pasquale sommese the queen Pasquale Sommese ha lasciato il carcere di Secondigliano dopo 55 giorni di detenzione in una cella di massima sicurezza. Il gip Federica Colucci ha concesso i domiciliari al noto politico in relazione all’ingresso in consiglio regionale di Nappi al posto dell’indagato che è stato sospeso dall’assemblea regionale.




Sommese era rimasto coinvolto nell’inchiesta “The Queen”, ovvero nel presunto giro di appalti truccati che avrebbe favorito il clan dei Casalesi. I reati contestati a vario titolo agli indagati, tra cui appunto Pasquale Sommese, nello stesso procedimento sono di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa. Una prima richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Sommese era stata respinta.

Oggi finalmente Pasquale Sommese, sebbene ristretto ai domiciliari, può far ritorno a casa. Vincenzo Maiello, difensore del consigliere regionale, ha fatto sapere che il suo assistito è pronto a dimostrare la correttezza della propria condotta nel corso del seguito del procedimento.

I legali di Pasquale Sommese: “Estraneità alle accuse”

Dalle prime battute di questa complessa vicenda Sommese si è sempre dichiarato estraneo a qualsiasi violazione della legge e certo di poter chiarire la sua estraneità alle accuse mosse dai magistrati. Una sicurezza più volte rimarcata dallo stesso legale Maiello e dallo stretto staff di collaboratori che oggi ha festeggiato il ritorno a casa del proprio leader come una prima importante vittoria.

Si potrebbe essere solo alle battute iniziali di un processo che potrebbe presto vedere coinvolti altri insospettabili del mondo politico che conta: ormai i casi di collusione e corruzione tra le istituzioni e il crimine organizzato sono sempre più frequenti e, nella ferma convinzione che ogni individuo sia innocente sino a sentenza definitiva contraria, questo dato avrebbe portato le forze dell’ordine, su mandato delle varie Procure, a monitorare qualsiasi anomalia relativa a gare d’appalto o a contratti tra pubblico e privato.

Gli onesti cittadini confidano nel lavoro dei magistrati: chi ha sbagliato paghi. E’ forse giunto il momento di fare pulizia all’interno degli Enti governativi e delle stesse Istituzioni in nome di un principio sovrano: la Legge è uguale per tutti.

Alfonso Maria Liguori

Share