Inchiesta Consip, caso Giampaolo Scafarto: “La Procura non si è mai pronunciata sulla fiducia”

La nota di Fragliasso arriva a 3 giorni dalla notizia dell'avvio di un'azione disciplinare da parte del pg della Cassazione Pasquale Ciccolo

396

giampaolo scafarto noe consip“La Procura di Napoli non si è mai pronunciata sulla conferma o meno della fiducia al comando dei carabinieri del Noe o di un suo ufficiale (il capitano Giampaolo Scafarto)”: così in una nota il procuratore facente funzioni Nunzio Fragliasso, “con riferimento ad articoli che hanno attribuito a questo ufficio la manifestazione di una conferma di tale fiducia. “Ogni esternazione sul punto – ha precisato Fragliasso – sarebbe stata impropria e non consentita interferenza con l’attività di altra Autorità Giudiziaria”.




La nota di Fragliasso arriva a 3 giorni dalla notizia dell’avvio di un’azione disciplinare da parte del pg della Cassazione Pasquale Ciccolo nei confronti del pm napoletano Henry John Woodcock, in relazione ad un articolo pubblicato il 13 aprile da La Repubblica con frasi virgolettate del magistrato riferite alla vicenda Consip.

Caso Giampaolo Scafarto, il pm: “Mere illazioni contrasti tra Procure”

Il procuratore giudica “mere illazioni” le voci su contrasti con la procura di Roma. Come un valzer, tra smentite, mezze ammissioni e colpi di scena prosegue l’indagine Consip. Intanto il noto imprenditore campano Alfredo Romeo, implicato nella vicenda per corruzione, resta in carcere.

L’impressione è che si sia solo alle battute iniziali di un’inchiesta che presenta ancora tanti puri oscuri: l’opinione pubblica è divisa in chi vede nel capitano del Noe Giampaolo Scafarto il fiore all’occhiello dell’Arma nonché un ufficiale titolare già di operazioni importanti in passato condotte con la massima professionalità e chi invece attribuisce all’esponente della Benemerita un eccessivo desiderio di protagonismo che l’avrebbe portato a commettere degli “errori”.

Lo stesso Giovanni Annunziata, legale di Scafarto, aveva precisato subito dopo l’interrogatorio dell’ufficiale: “Il mio assistito ha risposto ad ogni domanda ricostruendo tutte le indagini. Una ricostruzione puntuale, ha spiegato cosa è accaduto. Possiamo parlare di errore, dobbiamo valutare l’elemento soggettivo. Il fatto storico c’è, ma riteniamo che non ci sia dolo e quindi nessun profilo penale”. Ora i giudici dovranno stabilire l’entità di questo presunto errore che potrebbe costare un prezzo carissimo al capitano Scafarto.

Alfonso Maria Liguori

Condividi
PrecedenteAntiche Terme, project financing: restano due le offerte. Ma con una novità
SuccessivoMalviventi inseguiti dai Falchi puntano un fucile contro gli agenti: scene da film a Napoli
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.