Ancora una stesa nel rione Sanità a Napoli: “Nottata di follia”

A qualcuno da fastidio che il quartiere si stia riprendendo, danno fastidio gli eventi e i turisti

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via sanità napoliAncora una stesa nel rione Sanità a Napoli. La notte scorsa sarebbero stati esplosi una decina di colpi all’impazzata in piazza Sanità. Ennesima testimonianza di come il sistema non si sia mai allontanato dai luoghi cari a Totò: esplode la rabbia del presidente della III Municipalità Ivo Poggiani.




“Nottata di follia in piazza Sanità – ha detto Poggiani – dove fu ucciso Genny Cesarano: una decina di colpi sparati durante una stesa che fortunatamente non hanno arrecato danni a persone e cose. Come cala la notte e il controllo delle forze dell’ordine diminuisce sono ormai giorni che, come topi dalle fogne, paranze in moto escono di casa per riaffermare l’egemonia del quartiere”.

Forti i toni di Poggiani che tenta di delineare l’attuale status della Sanità: “A qualcuno da fastidio che il quartiere si stia riprendendo, danno fastidio gli eventi e i turisti. Dà fastidio che, seppur in minima parte, stia rinascendo un’economia di quartiere, che tanti cittadini stanchi dei soprusi provino a respingere i meccanismi dei clan.

Non faremo un passo indietro nel cammino di riqualificazione dei luoghi e di riaffermazione della legalità in un quartiere che vuole tornare presto a brillare di luce propria”.

A Napoli situazione gravissima

La situazione è gravissima: in pratica quasi ogni notte piombano alla Sanità balordi in sella a scooter e moto di grossa cilindrata che sparano contro auto in sosta o in aria al chiaro scopo di rimarcare la presenza criminale nel cuore storico di Napoli.

D’altro canto pur ammirando le dichiarazioni del presidente Poggiani riteniamo che senza l’intervento diretto delle istituzioni centrali competenti il match con il sistema sia perso in partenza. Per comprendere questo triste dato è necessario mettere a fuoco le cifre, ovvero il mare di gente che vive del pane della camorra in città e nell’hinterland, le amicizie influenti dei boss, la collusione e la corruzione che ormai dilagano a Napoli, la mancanza quasi assoluta di occupazione per i giovani.

Se poi ci aggiungiamo l’inadeguata scolarizzazione che ancora penalizza certe realtà il gioco per la camorra è fatto. Della serie: si muova lo Stato e lo faccia in tempi utili se realmente si vuole restituire Napoli agli onesti cittadini.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.