Giro di vite al rione Traiano, furti, armi e droga: 16 denunciati

In 11 avevano violato i sigilli e provato a riorganizzare lo smercio di stupefacenti munendo i locali, oltre che di telecamere, anche di porte blindate

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camorra rione traiano droga 3Monitoraggio straordinario a Napoli dei carabinieri al rione Traiano. I militari hanno effettuato una serie di controlli nel quartiere ed in particolare nelle piazze di spaccio che pezzi da 90 del sistema stavano provando a riorganizzare.




Intercettati numerosi ragazzi utilizzati come sentinelle: i fermati sono stati tutti denunciati per favoreggiamento. Uno di loro è stato bloccato proprio mentre si accingeva ad allertare i complici dell’arrivo dei carabinieri gridando “Mario”.

Gli uomini dell’Arma hanno scoperto e sequestrato diverse telecamere di un impianto di sorveglianza utilizzato per proteggere le piazze di spaccio nel rione. In totale 16 persone sono state denunciate dai militari a vario titolo.

Oltre alle cosiddette “sentinelle” che venivano utilizzate nelle piazze di spaccio sono state denunciate anche delle persone per furto di energia elettrica. Il blitz di oggi segue quello di gennaio che portò all’arresto di 96 persone ed in seguito al quale era in corso la riorganizzazione delle piazze di spaccio all’interno degli scantinati occupati del rione e sequestrati.

In 11 avevano violato i sigilli e provato a riorganizzare lo smercio di stupefacenti munendo i locali, oltre che di telecamere, anche di porte blindate. I militari hanno sequestrato anche, nascosti in intercapedini di muri, aiuole e passaruota di auto parcheggiate tra le palazzine, un chilo di hashish, 97 dosi di marijuana, otto grammi di cocaina, un caricatore con 10 cartucce e materiale per il confezionamento della droga.

Rione Traiano: le istituzioni non abbassano la guardia

Un chiaro segnale lanciato al crimine organizzato dallo Stato, la prova concreta di come le istituzioni non intendano abbassare la guardia nella lotta al fenomeno camorristico sul territorio, con particolare riferimento allo spaccio di stupefacenti e al racket. Venti di guerra spirerebbero sinistri all’interno del sistema malavitoso partenopeo: troppi equilibri saltati, alleanze di comodo e pentimenti eccellenti per consentire agli inquirenti di avere un quadro stabile della situazione.

La scena criminale potrebbe mutare da un momento all’altro: si parlerebbe di baby gang in piena espansione dalla periferia verso il centro e di potenti clan della Nuova Famiglia pronti ad approfittare dei nuovi ras per consolidare la propria leadership criminale sulla città. Un gioco macabro abilmente gestito da vecchie volpi del sistema pronte a strumentalizzare la ferocia di giovani boss da utilizzare come soldati spietati in una lotta senza tregua tra i vari gruppi malavitosi di Napoli e dell’hinterland.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.