Il Cnr, la ricerca e la “distrazione di fondi”: c’è l’inchiesta. Sette indagati

Avvisi di garanzia notificati, tra gli altri, al direttore generale del Cnr, Massimiliano Di Bitetto, all'ex direttore dell'Iam, Salvatore Mazzola e all'imprenditore Paolo D'Anselmi

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cnr napoli finanzaIl Cnr, la ricerca e la “distrazione di fondi”: c’è l’inchiesta. Sette indagati. La guardia di finanza di Napoli ha eseguito oggi una serie di perquisizioni nell’ambito delle indagini sulla presunta distrazione di fondi del Cnr di Napoli. Sette gli avvisi di garanzia notificati, tra gli altri, al direttore generale del Cnr, Massimiliano Di Bitetto, all’ex direttore dell’Iam, Salvatore Mazzola e all’imprenditore Paolo D’Anselmi.




Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere e peculato. L’inchiesta è condotta dal pm Ida Frongillo e dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino che coordina la sezione reati contro la pubblica amministrazione. Della vicenda si è occupata la puntata di Report, Rai3, del 27 marzo scorso. Il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio ha offerto la massima disponibilità agli inquirenti in merito all’indagine sulla presunta distrazione di fondi del Cnr di Napoli.

“Di fronte alle notizie apprese a mezzo stampa – ha precisato Inguscio – sulla svolta delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Napoli per presunti reati in danno del Cnr e della ricerca pubblica, ribadisco, come già espresso nella nota stampa del 28 marzo e dell’11 maggio, la massima disponibilità alla collaborazione alle indagini, iniziate con una denuncia del 2015 da parte dell’Ente stesso.

L’Ente adotterà rigorosamente tutti i provvedimenti del caso e ricorda che è in atto un’operazione per garantire la massima trasparenza, efficacia e tempestività delle procedure amministrative, che ha compreso l’istituzione recente di una apposita Commissione composta da esperti di alto profilo”.

Brutta tegola per il Cnr, il presidente: “Adotteremo tutti i provvedimenti del caso”

Una brutta vicenda che però il presidente Inguscio sembra determinato a chiarire al più presto nell’interesse dell’Ente che rappresenta. Ci auguriamo che i giudici facciano piena luce sull’accaduto in tempi utili: troppi “intrallazzi” ormai a livello pubblico in un’Italia che fatica vistosamente a ritrovare spessore e credibilità agli occhi degli stessi cittadini. Della serie: ventata di pulizia subito o vivremo una delle più profonde crisi identitarie dalla nascita della Repubblica.

Alfonso Maria Liguori

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