Blue Whale, 11enne prova a lanciarsi da un teatro: caso sospetto in Campania. Ma la famiglia lo difende

La famiglia è sicura: "Voleva solamente scherzare. Non stava giocando al Blue Whale: è stata una bravata per catturare l'attenzione"

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blue whaleBlue Whale, il gioco che arriva dalla Russia si sta diffondendo anche in Italia. Negli ultimi giorni si sono ripetuti una decina di casi, fortunatamente senza conseguenze gravi, che hanno innalzato il livello d’allerta. Un episodio sospetto anche in Campania nello scorso weekend: un ragazzo di 11 anni di Sarno avrebbe provato a salire sul tetto di un teatro (in piazza Cinque Maggio) ma, vista la gran confusione che si è creata nell’immediate vicinanze, ha preferito scappare e desistere dal suo obiettivo.




Alcuni ragazzi avrebbero notato la sua presenza sul tetto del teatro “De Lise” e hanno dato subito l’allarme. Sono scattati subito i soccorsi con la famiglia del ragazzo e le forze dell’ordine che si sono messi sulle tracce dell’11enne scomparso. Dopo qualche ora è ritornato a casa tranquillamente tentando di dare una spiegazione. Il giovane, secondo una prima ricostruzione, non aveva riportato nessun tipo di ferita sul corpo (come prevedono invece le regole del Blue Whale). “Era solo uno scherzo” avrebbe raccontato l’11enne alla sua famiglia e agli inquirenti. Uno scherzo di cattivo gusto che serviva a fare colpo sui suoi coetanei e su qualche amica di scuola.

Era tutto uno scherzo: la famiglia lo difende

“Non si è mai tagliato ed è consapevole dei rischi di questo gioco tremendo ma lui non è stato plagiato” spiega la famiglia. Allarme rientrato? In parte si. Secondo una prima ricostruzione, il bambino non sarebbe mai salito sul tetto del teatro: i suoi amici si sarebbero preoccupati inutilmente vedendo delle ombre proprio in quella direzione.

Una paura legittima: l’11enne avrebbe parlato più volte di questo gioco in classe e avrebbe manifestato la sua intenzione di andare fino in fondo. Preoccupati del suo mancato arrivo in piazza, gli amici hanno dato l’allarme. Nelle ore successive, durante la mini fuga, è stato aiutato da un suo amico che ha tentato di proteggerlo dal caos che si era creato non rispondendo volontariamente alle chiamate. La famiglia, comunque, ha assicurato che non ci sono collegamenti tra l’11enne e il Blue Whale: il suo telefono è pulito e il suo corpo sano. “E’ piccolo e non si è reso conto di quello che stava facendo” ha spiegato qualche familiare. Una bravata che ha terrorizzato per un intero weekend la cittadina di Sarno.

Altri casi nel resto d’Italia

Dopo il servizio de “Le Iene”, è nata in Italia la paura del Blue Whale. Tutti ne parlano e forse fin troppo. Nelle scuole sono iniziati alcuni dibattiti per affrontare il problema e per risolverlo contribuendo a diffondere maggiormente le regole di questo gioco. Di conseguenza l’emulazione è sempre dietro l’angolo come testimonia il caso del ragazzo di Sarno, in Campania. Le forze dell’ordine, comunque, stanno studiando il fenomeno per poterlo prevenire e per poter aiutare anche i genitori a riconoscere i sintomi.

“Blue whale”: un gioco che in Russia ha provocato 150 morti innocenti

Secondo le prime indagini, il gioco ha origine in Russia dove alcuni ragazzini vengono contatati tramite i social network più famosi del Paese. Si inizia quasi per gioco ma, con il passare del tempo, i “curatori” riescono a plasmare le menti dei giovani ragazzi dando inizio alle ostilità. In Russia sono morti circa 150 ragazzi tutti quanti con le stesse modalità: si sono lanciati nel vuoto dal palazzo più alto della propria città facendosi riprendere da un telefonino.

I suicidi vengono ripresi per dare prova al “curatore” che tutto è andato per il meglio e che il ragazzo ha rispettato anche l’ultima regola, quella più assurda. Viene mandato al curatore e spesso viene utilizzato per convincere altri ragazzi a compiere il folle gesto. In Italia l’unico caso di suicidio che più si avvicina al Blue Whale è quello di un 15enne di Livorno. Decine gli altri casi sui quali indagano le forze dell’ordine.

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