Il 24 maggio, ieri l’altro, Lettere si è accorta che l’11 giugno è vicino. Avrei aspettato un altro po’, magari.

Lettere si prepara ad affrontare questa breve campagna elettorale che porterà alla proclamazione del prossimo primo cittadino.

Va be’ che non parliamo di una grande metropoli, ampia per metratura e per abitanti. Ma che il cittadino apprenda con appena 20 giorni di anticipo nomi e volti a cui dedicare il proprio gradimento nelle votazioni di giugno è abbastanza bizzarro.

Non fosse stato per la apertura di qualche circoletto affollato di cittadinanza improvvisamente cordiale e amica tra di loro, avrei titolato questo articolo “Le votazioni del silenzio”.

Tolti i parenti di, gli amici di e qualche altro conoscente, resta la maggior parte della cittadinanza che è all’oscuro di movimenti, di lascia e raddoppia, di nuove proposte e di riciclaggio.

Da cittadina, iniziavo a sentirmi esclusa. Possibile che da me si pretenda solo di contribuire al pagamento della spazzatura? Nessuno vuole il mio voto?

Il mio voto deve valere proprio poco se non so ancora chi votare e non per indecisione personale bensì perché nessuno mi si presenta in una delle possibili vie.

LettereLe votazioni qualche tempo fa, non solo a Lettere

Son finiti i tempi in cui nel periodo precedente le votazioni comunali, le più sentite, altro che referendum e primarie di centro destra, si collezionavano bigliettini con visi, slogan e simulazioni di voto sul retro. I famosi santini elettorali.

Quando li si poteva mettere in ordine e giocare al “ce l’ho-ce l’ho-mi manca”, il citofono di casa suonava manco a quel domicilio vi abitasse il vincitore del 6 al Superenalotto, in strada c’era quella insolita armonia, sorrisi a destra e manca; quanto amore, geni della lampada che esaudiscono i desideri, cordialità e senso di appartenenza circola nel periodo che precede le votazioni comunali?

Si dovrebbe votare almeno un mese sì e l’altro pure, abbiamo bisogno di tanto affetto.

Da due giorni Lettere ha dato il via a questo periodo di pace, amore e gioia infinita.

Abbiamo qualche negozietto adibito a luogo di ritrovo (di chi?), abbiamo qualche striscione che grida “Avvicinati e guardami!” sui balconi, abbiamo le strade tappezzate di poster con uomini chic e femmine pittate e abbiamo i due candidati.

Ma ci manca qualcosa… Ci mancano i programmi, le idee, i progetti, i punti di vista, le modifiche da voler apportare.

Insomma, ci mancano quelle valanghe di promesse puntualmente disattese ma che ci permettono di capire cosa e chi abbiamo di fronte.

Come posso sapere in cosa differisce l’uscente Giordano dal nuovo Lembo? Perché l’opzione A e non quella B?

Forse i tempi sono stati sovvertiti, forse io cittadina, io che ho il potere della matita indelebile, devo informarmi personalmente e raccogliere tutte le informazioni necessarie a me per esercitare il mio diritto e dovere al voto; forse i candidati e i loro adepti non hanno bisogno del mio voto, forse.

E sì che io ho il dovere di informarmi ma al contempo ho il diritto di essere informata.

Oggi 27 maggio, ho stretto 0 mani, ho 0 bigliettini sponsorizzanti e sui candidati ho poche certezze, tutte molto confuse.

Anna Di Nola

 

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