Sant’Antonio Abate, garantivano permessi di soggiorno falsi ai clandestini irregolari: sei arresti

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permessi di soggiornoI carabinieri del Nucleo Operativo di Castellammare di Stabia, in sinergia con la polizia municipale di Sant’Antonio Abate, hanno arrestato sei persone accusate di favorire l’immigrazione clandestina di cittadini dello Sri Lanka. Sono finiti in manette cinque gestori di questa associazione criminale originari di Napoli e solamente uno residente nel territorio abatese. Grazie alla loro truffa, arrivavano in Italia diversi immigrati riuscendo ad ottenere permessi di soggiorno falsi.

Sono stati tutti arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Ecco tutti i nomi dei fermati: Ugo Moscariello (41 anni); Salvatore Cangiano (79 anni); Sharafat Karim (30 anni, l’unico abatese); Sampath Adikari (37 anni); Nishanthi Masewge (46 anni). Solo Moscariello, Cangiano, Panachia e Sharafat sono stati tradotti agli arresti domiciliari; gli altri al carcere di Poggioreale. Le indagini sono partite grazie alle segnalazioni della polizia municipale che, fermando diversi cittadini provenienti dallo Sri Lanka, hanno notato i permessi di soggiorno contraffatti.

L’escamotage del gruppetto

Avevano pensato a tutto. Il piano prevedeva la creazione di alcuni documenti falsi per ingannare eventuali controlli della pubblica amministrazione e delle forze dell’ordine. Grazie a queste generalità false, i cittadini cingalesi potevano restare tranquillamente in Italia ed operare particolarmente nella zona dell’hinterland stabiese. Le somme pagate da ogni singolo cittadino erano sicuramente elevate, garantendo grossi guadagni al gruppetto criminale.

A capo dell’organizzazione, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Castellammare, c’erano Adikari e Masewgwe che con la società “Sri Lankan” di Napoli permettevano l’arrivo di diversi connazionali e non. Con questa agenzia, i due individuavano i clandestini garantendo loro la regolarizzazione dei documenti dietro un corrispettivo di denaro. Secondo i militari stabiesi, però, molti di questi cittadini erano utili per portare avanti la produzione in alcune società tessili della zona abatese. Solamente qualche mese fa, infatti, venne scoperta una fabbrica irregolare nella quale lavoravano 43 cingalesi senza regolare permesso di soggiorno. Per questo motivo, quindi, le indagini sono ancora in fase di svolgimento per accertare nuove vittime e nuovi complici.

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