Nuove frontiere dello spaccio di droga al dettaglio per i 9 indagati coinvolti nell’operazione denominata “Antiche Terme”, condotta da carabinieri di Castellammare di Stabia e Procura di Torre Annunziata. Quasi tutti legati da vincoli di parentela, rappresentavano un punto di riferimento per la vendita di marijuana e cocaina per i clienti della penisola sorrentina. Una vendita effettuata anche al domicilio del cliente su ordinazione per un giro d’affari enorme che non poteva fare a meno di corrieri e di vedette. Per tutta l’estate dello scorso anno i carabinieri di Castellammare hanno monitorato le attività illecite con intercettazioni telefoniche ed ambientali, incastrando tutti i responsabili.




Due i luoghi chiave delle indagini: uno stabile i cui appartamenti sono perlopiù di proprietà del Comune in via Brin nella zona dell’Acqua della Madonna, nelle adiacenze del complesso delle Antiche Terme di Stabia; un appartamento in largo Licerta, tra i vicoletti del centro antico della città.

Castellammare: “maltempo” in via Brincastellammare droga antiche terme 2

In via Brin a Castellammare agivano, come emerge dalle carte dell’inchiesta, Massimiliano Valanzano di 40 anni, il fratello Antonio Valanzano di 44 anni, e il nipote Giovanni Valanzano di 19 anni; e poi Massimo e Vincenzo Perozzeni, padre e figlio, di 47 e 25 anni. In questo caso lo spaccio avveniva sui ballatoi dello stabile, dopo che i clienti avevano avvertito il pusher telefonicamente del loro arrivo.

Il protagonista di questa tranche delle indagini è certamente Massimiliano Valanzano, che spacciava droga nonostante fosse costretto agli arresti domiciliari. Valanzano si trova già in carcere in quanto arrestato in flagrante lo scorso anno. Da sempre ritenuto vicino al clan di camorra dei D’Alessandro, l’uomo nel 2010 sfuggì ad un blitz antidroga dei carabinieri. Fu arrestato due mesi dopo in un appartamento di Appiano Gentile in provincia di Como. Pare che fu scoperto dopo essere stato avvistato nei pressi del campo di allenamento dell’Inter. Massimiliano è il fratello di Crisitano Valanzano, arrestato nell’estate del 2008 perché accusato di far parte del commando di rapinatori che uccise un commerciante di Lettere, freddato sui boschi di Quisisana.

Un altro fratello di Massimiliano è coinvolto nel blitz di ieri: Antonio detto Arnold. Secondo gli inquirenti svolgeva il ruolo di vedetta avvertendo Massimiliano della presenza delle forze dell’ordine in via Brin: “Qua è maltempo”. Arnold, inoltre, si occupava degli affari del fratello anche mentre svolgeva l’attività di parcheggiatore abusivo sempre in via Brin, nei pressi dello stabilimento dell’Acetosella.

castellammare droga antiche terme 3Le carrucole di Licerta

Ancora più articolato e, a quanto pare, redditizio, il sistema utilizzato in largo Licerta. In questo caso il presunto pusher Carmine De Simone di 39 anni, dopo aver ricevuto l’ordinazione via telefono, si approvvigionava di dosi nel centro antico. Dall’appartamento dei Vitale partiva un ingegnoso sistema di carrucole e funi che portava nelle mani di De Simone la droga. A quel punto lo spacciatore si fiondava a consegnare lo stupefacente in giro per la città spingendosi nei Comuni limitrofi. Sono indagati, oltre a De Simone, anche Pasquale Vitale di 60 anni, sua moglie Lucia Solimeo di 55 anni, e suo figlio Maurizio Vitale di 30 anni. I tre finirono in manette già nel 2014 quando i carabinieri scoprirono la piazza di spaccio col metodo del paniere e della carrucola.

Il collegamento tra i due giri d’affari? Il fatto che i Vitale avrebbero approvvigionato Valanzano e Perozzeni e che la figlia di Massimiliano Valanzano sarebbe la compagna di Maurizio Vitale. In totale, tra la seconda metà di maggio e la prima di luglio 2016, i carabinieri, guidati dal maggiore Donato Pontassuglia, hanno documentato oltre 100 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. 4 misure cautelari in carcere e 5 divieti di dimora in Regione Campania sono stati eseguiti ieri dai militari a seguito dell’ordinanza del gip Emma Aufieri.

Francesco Ferrigno