Denuncia choc dei Verdi: l’80% degli interventi del 118 dell’Asl Napoli 1 non sono urgenti

“Basta leggere i dati relativi ai codici assegnati in uscita, però, per rendersi conto che molti interventi sono del tutto inutili, addirittura 1 su 3 in alcune zone, è un codice bianco"

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Denuncia choc dei Verdi. L’80% degli interventi del 118 dell’Asl Napoli 1 non sono urgenti. E il 20% sono del tutto inutili. C’è chi chiede l’assistenza urgente per farsi portare in ospedale per un intervento programmato.

“Moltissimi interventi del 118 gestito dall’Asl Napoli 1 potrebbero essere evitati se ci fosse una maggiore attenzione nella selezione delle richieste di aiuto, così come dimostrano i dati relativi agli interventi fatti a Napoli e Capri nel corso del 2016, in base ai quali il 20% sono del tutto inutili già in partenza perché classificati come codice bianco, ma si arriva addirittura all’80% di interventi evitabili perché non classificati con un codice rosso”.




A denunciarlo i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, aggiungendo che “già quando arriva una richiesta di aiuto, il medico che risponde dà una prima indicazione di massima dell’intervento da fare, ma, molto spesso, una volta sul posto ci si rende conto che la situazione è ancora meno grave di quanto segnalato, ma, purtroppo, sui dati degli esiti degli interventi c’è una sorta di muro di gomma e risulta difficile avere un quadro della situazione”.

“Basta leggere i dati relativi ai codici assegnati in uscita, però, per rendersi conto che molti interventi sono del tutto inutili, addirittura 1 su 3 in alcune zone, è un codice bianco, risolvibile quindi dal medico di base o dalla guardia medica” ha aggiunto Borrelli sottolineando “i casi limite delle centrali di corso Europa, Incurabili e Miano dove si supera addirittura il 90% di interventi per codici bianchi, verdi e gialli”.




“Se si guarda poi alla sostanza degli interventi, molti sono legati a liti familiari o a problemi legati a pazienti allettati per i quali basterebbe una maggiore cura da parte dei familiari o dei medici di base” ha precisato Borrelli evidenziando anche alcuni casi limite “come quello in cui il 118 è stato fatto intervenire per soccorrere un uomo convinto di essere un lupo mannaro o gente che gira per le strade nuda, casi evidenti in cui sarebbe stato necessario l’intervento della struttura di igiene mentale, ma non mancano neanche casi in cui addirittura c’è chi chiama per essere portato in ospedale per un intervento programmato e, per ottenere il “passaggio”, finge malattie inesistenti”.

“E’ chiaro che su questi dati incide molto l’incoscienza della gente che sfrutta la rete dell’emergenza senza averne necessità, ma c’è comunque qualcosa che non funziona, a partire dalla gestione delle richieste di aiuto che dovrebbe essere curata da personale altamente specializzato, in grado di capire l’effettiva necessità dell’invio di un’ambulanza” ha concluso Borrelli per il quale “per risolvere del tutto il problema, però, servirebbe anche una migliore rete assistenziale con una gestione ottimale dei medici di base e delle guardie mediche”.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.