Incendi sul Vesuvio, migliora la situazione. L’Esercito pattuglia il territorio

"Nelle prossime ore ci aspettiamo una ulteriore normalizzazione della situazione di urgenza creatasi". Lo stato di emergenza rende necessaria la realizzazione di punti di prelievo dell’acqua straordinari ed improvvisi

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incendi vesuvio 13 luglio 2017“La scorsa notte abbiamo bloccato tutte le vie di accesso al Parco Nazionale e stiamo pattugliando assiduamente il territorio per segnalare nuovi roghi e individuare e bloccare eventuali piromani”. Così il maggiore Carlo Bianchi, comandante del II gruppo tattico Terra dei Fuochi dell’Esercito, dallo scorso primo luglio al lavoro con 48 uomini e quattro mezzi tattici sulle pendici del Vesuvio.




Sul fronte prettamente degli incendi la situazione è in miglioramento. Ieri il ministro Gian Luca Galletti ha annunciato una rimodulazione degli interventi: possibile un incremento del numero dei militari.

Il Centro Operativo Comunale di San Giuseppe Vesuviano di Protezione Civile, impegnato nel monitoraggio costante delle criticità in corso, conseguenti all’incendio di vaste proporzioni che sta interessando il Parco Nazionale del Vesuvio, ha reso noto che a seguito della attività di spegnimento eseguite dagli aerei Canadair, con il supporto di elicotteri per interventi mirati e di tutte le forze impegnate nelle operazioni, l’incendio sviluppatosi nella porzione di territorio del Comune di San Giuseppe Vesuviano, ad altitudine superiore ai 500
metri sul livello del mare, è stato estinto. I danni, seppur allo stato attuale non completamente constatabili, sono ridotti.

“Nel corso della giornata di domani verificherò se esistono i presupposti per la revoca deiauto carabinieri incendiata
provvedimenti adottati con ordinanza contingibile ed urgente – ha dichiarato Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – sono felice, intanto, che sia stato domato il focolaio presente nel nostro territorio”.




“Continuiamo a monitorare attentamente l’evolversi degli eventi – ha commentato Santino
Ranieri, coordinatore del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile – Nelle prossime ore ci aspettiamo una ulteriore normalizzazione della situazione di urgenza creatasi. Il lavoro di questi mesi ha consentito al Centro Operativo Comunale di funzionare così come pianificato”.

“Lasciamo lavorare i Carabinieri forestali, la protezione civile, i vigili del fuoco e tutti coloro che sono impegnati nello spegnimento degli incendi in corso e mettiamo da parte le polemiche per cominciare invece a capire cosa possiamo fare per recuperare in parte quel che è andato in fumo in questi giorni. E’ bene ricordare che due uomini dei Carabinieri Forestali hanno rischiato la vita in queste ore pur di fronteggiare il fuoco e la loro auto di servizio è andata distrutta dalle fiamme e solo per poco non abbiamo dovuto piangere anche vite umane oltre alla distruzione del verde sul Vesuvio”.

Lo ha detto il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli con l’assessore di Ercolano, Giampiero Perna, annunciando “una catena umana che diversi comitati di cittadini e i Verdi, insieme ad Arci Napoli, Arcigay e La radiazza di Gianni Simioli, hanno promosso per sabato 15 luglio a Ercolano, con l’obiettivo di chiedere una maggiore prevenzione per ridurre il rischio di altre devastazioni come quella che stiamo vivendo e per avviare la riqualificazione grazie alla disponibilità dell’imprenditore verde, Roberto Fogliame, che ha deciso di rinverdire a spese proprie e del Sole che Ride, in modo del tutto gratuito, un primo ettaro di area andata distrutta”.




“Ci auguriamo che anche altri seguano l’esempio e contribuiscano a ricolorare di verde il Vesuvio e apriremo un conto corrente dedicato al quale hanno già garantito un primo versamento un gruppo di ex allievi della scuola militare Nunziatella” ha aggiunto Borrelli già assessore provinciale alla Protezione Civile che è stato in questi giorni più volte nelle zone interessate dagli incendi tra Massa di Somma, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio e Cercola “dove non servono volontari che, nei fatti, creerebbero ancora più problemi perché, in casi del genere, servono persone esperte e non gente improvvisata”.

“Mentre ero lì, ho parlato con chi è impegnato nella lotta contro il fuoco e ci hanno raccontato che in molti casi le operazioni sono state rallentate dalla presenza di costruzioni abusive che hanno impedito di raggiungere i focolai nei tempi previsti, alcune aree erano interdette da cancelli abusivi che sono stati abbattuti con asce per passare” ha sottolineato il consigliere regionale del Sole che ride aggiungendo che “le aree coltivate, quelle manutenute, spesso sono rimaste illese a testimonianza che vanno tutelate e promosse le piccole e piccolissime imprese agricole che possono essere anche un baluardo conto la devastazione che in queste ore sta arrivando a minacciare le case di Agerola”.

gori incendio“Di pari passo con le operazioni di spegnimento, grazie al lavoro dei Carabinieri, sia quelli forestali che quelli “normali”, si sta cercando di capire chi e perché abbia appiccato gli incendi visto che è ormai chiaro che siamo di fronte a incendi dolosi” ha concluso Borrelli sottolineando che “per scovare i colpevoli si potrà far riferimento sia alle telecamere di sorveglianza installate dalla Forestale negli anni scorsi che quelle messe in posti diversi dai Carabinieri con l’unico obiettivo di trovare chi ha distrutto vaste aree del Parco nazionale del Vesuvio”.

Al fine di supportare le attività di spegnimento degli incendi che purtroppo stanno interessando diverse aree del territorio campano ed in particolare l’area del Vesuvio, Gori sta fornendo massimo supporto agli enti impegnati in prima linea (Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e Amministrazioni comunali), grazie ad una struttura interna che prevede l’impiego sul campo di oltre 50 tra tecnici e operai impegnati al momento nei Comuni di Torre del Greco, Trecase, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma, Boscotrecase, Terzigno, Ottaviano e Pollena Trocchia.

Lo stato di emergenza rende necessaria la realizzazione di punti di prelievo dell’acqua straordinari ed improvvisi nella zona della cinta alta del Vesuvio, in particolare dove le fiamme sono più vicine ai centri abitati, utili sia per lo spegnimento degli incendi che per il lavaggio delle strade, necessario per evitare il propagare delle fiamme.

L’azienda sta inoltre provvedendo all’invio di autobotti nei luoghi di maggiore criticità ed ha fornito bocche antincendio per consentire il proseguimento degli spegnimenti del fuoco da terra nelle ore notturne, durante le soste dei canadair. I tecnici GORI stanno supportando allo stesso tempo anche i Comuni di Corbara e Vico Equense, alle prese con un altro fronte di incendio.

“E’ un’azione doverosa dalla quale non ci tiriamo indietro, anche perché la tutela dell’ambiente è uno dei nostri principali obbiettivi, ma qui c’è ancor di più perché in gioco ci sono vite umane, fabbricati coltivazioni. Proseguiremo la sinergia con tutti i soggetti preposti, ai quali diamo atto di un impegno straordinario, fino al termine dello stato di emergenza”, spiega il presidente di Gori, Michele Di Natale.

“Seguiamo con la massima attenzione l’evoluzione dell’emergenza, sperando che sia risolta nel più breve tempo possibile. Abbiamo deciso di costituire una struttura interna dedicata alla problematica incendi al fine di avere la massima tempestività ed efficacia nelle azioni di supporto ai soggetti impegnati in prima linea nelle attività di spegnimento”, conclude l’amministratore delegato di Gori, Claudio Cosentino.

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