Torre del Greco, prese parte all’omicidio Vignola: arrestato il ras Giuliano Quaranta

L’odierno arresto rappresenta l’ulteriore sviluppo delle indagini che hanno consentito di fare luce su una pluralità di omicidi tutti ascrivibili alla sanguinosa faida

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omicidio di camorra crispanoQuesta mattina i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno posto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di Giuliano Quaranta, esponente di rilievo del clan camorristico D’Alterio – Pianese operante nella zona di Giugliano e Qualiano, all’epoca dei fatti alleato del clan Birra- Iacomino di Ercolano.




Le indagini, coordinate dalla DDA di Napoli, rappresentano lo sviluppo di quelle che portarono all’emissione di una prima misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli in data 29-01-2015 a carico di Salvatore Viola e Lorenzo Fioto, elementi apicali del clan Birra- Iacomino (appartenenti al gruppo di fuoco), in ordine all’omicidio di Michele Vignola, affiliato al clan Birra, commesso in data 27-07-1997 a Parete.

Il processo a carico di Salvatore Viola e Lorenzo Fioto si è concluso con la loro condanna all’ergastolo , con sentenza emessa dalla Corte d’Assisi di Santa Maria Capua Vetere. Le successive collaborazioni di Francesco Ruggiero (già affiliato al clan Birra), Franco Sannino (sempre affiliato ai Birra) e Antonio Birra, già reggente dell’omonimo clan e fratello del ras Giovanni (alias a’mazza, attualmente detenuto al 41 bis) ed i riscontri alle loro dichiarazioni hanno permesso di acquisire incontrovertibili elementi indiziari anche a carico di Giuliano Quaranta (attualmente libero vigilato e pezzo da 90 del clan D’Alterio – Pianese), il quale provvedeva ad indicare ai killer (Viola e Fioto, già condannati) il luogo ove veniva commesso poi l’agguato, occupandosi nel contempo del recupero di questi ultimi e dell’arma utilizzata per l’omicidio.




L’omicidio di Michele Vignola rientrerebbe nell’epurazione interna al clan Birra: Vignola non era più ritenuto affidabile dai capi cosca. L’odierno arresto rappresenta l’ulteriore sviluppo delle indagini che hanno consentito di fare luce su una pluralità di omicidi tutti ascrivibili alla sanguinosa faida in atto sul territorio di Ercolano già dai primi anni ’90 e in relazioni ai quali tra il 2014 e il 2015 sono state eseguite più di 90 misure cautelari emesse dal Gip di Napoli nei confronti dei relativi mandanti ed esecutori dei citati efferati delitti.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.