Crollo a Torre Annunziata, scatto nelle indagini: nuovi sopralluoghi

Un quarto esperto incaricato dall’autorità giudiziaria avrà il compito di controllare se i lavori dichiarati sulla “scia” corrispondono a quelli realmente effettuati.

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Proseguono le indagini per il crollo della palazzina a Torre Annunziata. Mercoledì 12 luglio, l’ingegner Alberto Prota e l’architetto Andrea Coppola, accompagnati dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli e dai sostituti Andreana Ambrosino e Silvio Pavia, hanno effettuato il primo sopralluogo dell’area sequestrata. Assente invece il terzo perito nominato dalla procura, l’ingegner Nicola Augenti. Altri tre tecnici sono stati disposti dalla difesa degli indagati.





Dieci gli avvisi di garanzia inviati: destinatari sono i proprietari degli appartamenti e il direttore dei lavori. «Un atto dovuto» – ha commentato Roberto Cuomo.
Un quarto esperto incaricato dall’autorità giudiziaria avrà il compito di controllare se i lavori dichiarati sulla “scia” corrispondono a quelli realmente effettuati.

Qualora le modifiche apportate agli appartamenti risultassero diverse da quelle documentate, la storia della progettazione del B&B con piscina prenderebbe piede.

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono molteplici. Il fabbricato potrebbe essere stato pericolante ancor prima degli interventi ai piani inferiori. Uno dei testi già ascoltati, Pietro De Camillis, aspirante acquirente dell’appartamento al primo piano, ha dichiarato che all’epoca chiese un mutuo alla banca. Il negozio non andò a buon fine perché il perito dell’istituto bancario bocciò l’investimento per l’inagibilità dell’edificio.




Costruita nel 1957 su due livelli, la palazzina subì una modifica nel 1960 con l’aggiunta dei piani superiori. In seguito ad un indebitamento finanziario dei proprietari originari, venne acquisita dall’architetto Giacomo Cuccurullo, che da inquilino divenne proprietario dell’appartamento all’ultimo piano, dai coniugi Roberto Cuomo e Ilaria Bonifacio, da Massimo Lafranco, avvocato socio di Cuomo e dalla moglie Rosanna Vitiello, da Emilio Cirillo e dalla moglie Lucia Scarfato e dall’architetto Aniello Manzo. La compravendita si concluse nell’aprile del 2016.

Altre cessioni sono avvenute recentemente. L’immobile al primo piano lato mare è stato venduto a Marco Chiocchetti, titolare di un negozio di parrucchiere, la vendita dell’appartamento al secondo piano interno si sarebbe dovuta perfezionare il 31 luglio, mentre l’atto preliminare risale al 12 maggio, come precisato dallo stesso Lafranco. L’acquirente è Gerardo Velotto, anche lui tra gli indagati. Proprio sui lavori effettuati in quest’ultimo alloggio si starebbe concentrando il pool.

Tante le contraddizioni che caratterizzano la ricostruzione dei fatti precedenti il crollo. Smentita la riunione di condominio che sarebbe avvenuta il 6 luglio. Dinanzi agli inquirenti la nonna di Francesca Guida ha raccontato che la nipote le aveva riferito dell’incontro a poche ore della tragedia. I proprietari avrebbero tranquillizzato gli inquilini sullo stato dell’edificio spiegando che gli operai stavano solo facendo pulizia. Cuomo però ha negato tutto: «solo ricostruzioni fantasiose».




È emerso che a pochi giorni dalla tragedia, i Cuccurullo erano partiti per Praga; in quell’arco temporale ci sarebbero stati gli interventi di ristrutturazione più incisivi. Diverse sono le testimonianze dei vicini che affermano di aver sentito anche il rumore di martelli pneumatici. Al ritorno in città, l’architetto avrebbe chiesto di dare un’occhiata ai lavori, ma gli operai non glielo avrebbero permesso.

Inoltre, secondo alcune voci, i residenti dello stabile stavano già programmando di trasferirsi fino al termine dei lavori. Non solo. Pare che l’architetto avrebbe richiesto una verifica da parte dell’Ufficio Tecnico, ma l’autorizzazione sarebbe arrivata troppo tardi.

Roberta Miele