Incendio tra i boschi di Gragnano, il presidente del Parco: “I prefetti chiedano l’Esercito”

"Abbiamo avuto roghi a Faito e Santa Maria del Castello in Vico Equense, Corbara ed ora nella bella Gragnano. Basta subire questi attentati"

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incendio gragnano caprile 3“I Prefetti di Napoli e Salerno si attivino per chiedere la presenza dell’Esercito”: così Tristano Dello Joio, presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, poche ore dopo lo scoppio dell’incendio in un’area boschiva di Gragnano che ha messo in allarme la popolazione.




La situazione è andata migliorando nel corso della notte grazie all’intervento dei soccorsi che hanno agito da terra limitando l’azione delle fiamme. Il rogo era giunto a poche decine di metri dalle case della frazione di Gragnano di Caprile, tanto che i cittadini erano scesi in strada impauriti.

L’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari è l’organismo di gestione del Parco Regionale dei Monti Lattari che abbraccia l’intera penisola sorrentino-amalfitana con le sue vette più alte: Sant’Angelo a Tre Pizzi e Monte Faito. Istituito con Decreto Presidenziale della Giunta Regionale della Campania n. 781 del 13 novembre del 2003, il parco interessa il territorio di 27 Comuni dall’entroterra alla zona costiera.

“Abbiamo avuto roghi a Faito e Santa Maria del Castello in Vico Equense, Corbara ed ora nella bella Gragnano. – ha spiegato il presidente Dello Joio – Siamo in contatto con il sindaco Cimmino per aggiornamenti continui con la sala operativa sullo stato dei luoghi dell’incendio.




Basta subire questi attentati al territorio ed ai suoi abitanti, è arrivato il momento che signori i Prefetti di Napoli e Salerno si attivino per chiedere la presenza dell’Esercito, c’è da garantire la sicurezza e la consegna di questi delinquenti allo Stato”.

Bisogna sottolineare che oltre ai piromani in azione da anni tra i boschi dei monti Lattari anche la criminalità organizzata che gestisce il narcotraffico di marijuana. Molte inchieste hanno dimostrato che i narcos incendino la vegetazione per liberare piazzole e rendere fertili i terreni per le coltivazioni di cannabis.

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