Torre Annunziata, questa mattina i funerali delle vittime del crollo: “C’era una volta una famiglia felice”

Il cardinale Sepe: "Vi starete chiedendo dov'era il Signore della vita mentre otto persone, tra cui due bambini, perdevano la vita sotto le macerie"

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torre annunziata funerali crollo 7Torre Annunziata stamattina si è chiusa nel dolore e nel silenzio dignitoso.

Tutti i negozi sono rimasti chiusi per lutto cittadino: una perdita avvertita da tutti come propria e come ingiusta.

Piazza Giovanni XXIII della pace, quella antistante la Basilica in cui sono stati celebrati i funerali delle otto vittime del crollo della palazzina di via Rampa Nunziante, era sorvegliata dalle forze dell’ordine affinché venga garantito il regolare svolgimento della cerimonia.




Tra le prime file si sono seduti gli amici ci scuola di Francesca e Salvatore. Tutti in silenzio con lo sguardo basso. Tutti indossavano la stessa t-shirt con su scritto: “Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta”.




“Con la morte non cadiamo nel nulla ma inizia la vera vita. – afferma il monsignor Raffaele Russo – Invito tutti i presenti a Vivere questo momento di dolore in un clima di preghiera e silenzio”.

A celebrare la Santa Messa il cardinale Crescenzio Sepe, concelebrano il vescovo di Nola torre annunziata funeraliFrancesco Marino e tutti i parroci di Torre Annunziata. Le bare sono state accolte nella commozione generale dei cittadini torresi e nel dolore do chi ha perso una persona amata, quel maledetto 7 luglio.

“Di chi è la colpa? Del destino o dell’uomo? – si chiede dall’altare un familiare della famiglia Guida – Di chiunque sia, nessuno ci ridará indietro i nostri cari. Confidiamo nella giustizia, affinché nessun’altro subisca una tragedia del genere”.




“Mia zia Pina era donna semplice – racconta commosso, il nipote della signora Giuseppina Aprea – ha avuto una vita travagliata che non ha scalfito la sua dolcezza. Non ha avuto figli suoi, ma amato noi nipoti proprio come se lo fossimo”

“C’era una volta una famiglia felice – afferma una parente della famiglia Cuccurullo – Edy era bella, solare. Giacomo era intelligente e ironico in ogni occasione. Marco era un concentrato tra Edy e Giacomo, la parte migliore di loro. Siamo sicuri che in questo momento vi starete abbracciando così come facevate sempre”.

torre annunziata funerali crollo 5Non ci sono mezzi termini né mezze accuse nelle parole con cui il cardinale Crescenzo Sepe ha aperto l’omelia. “Vi starete chiedendo dov’era il Signore della vita mentre otto persone, tra cui due bambini, perdevano la vita sotto le macerie – afferma il cardinale – Sicuramente era in mezzo a noi, così come lo è ora.

“La disgrazia è frutto – accusa – una mano che, presa dal proprio egoismo, si è fatta assassina. Che siano condannati, dagli uomini e da Dio. “Andate avanti, non fatevi rubare la speranza”, dice rivolgendosi ai parenti, straziati dal dolore, che nessuna verità potrà mai placare.

“Giustizia” è la parola scritta su un manifesto affisso appena fuori la chiesa. A mo di cornice, avvolge le foto delle vittime. È solo una scritta; è muta, ma sembra urlare, con disperazione.

Floriana Vaccaro/Roberta Miele/Gennaro Esposito

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