Capri, giovane salvato dal suicidio dalla polizia: era aggrappato ad una roccia

I due artificieri si sono pertanto fermati e affacciandosi hanno visto il giovane a circa due metri dal livello della strada con le mani avvinghiate alla rete che previene la caduta massi ed accovacciato su di uno spuntone di roccia

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Gli agenti della Polizia di Stato del Nucleo Artificieri di Napoli attualmente in servizio presso il Commissariato di Capri, hanno salvato un giovane romeno che nel disperato gesto di togliersi la vita, in seguito ad un improvviso ravvedimento, era rimasto aggrappato ad una roccia. Questi i fatti: verso le 19.25 circa di ieri i due poliziotti stavano percorrendo Via Provinciale Anacapri quando una persona del posto li ha fermati per avvisarli che un giovane aveva scavalcato la ringhiera che limita il margine della strada per gettarsi nel vuoto.




I due artificieri si sono pertanto fermati e affacciandosi hanno visto il giovane a circa due metri dal livello della strada con le mani avvinghiate alla rete che previene la caduta massi ed accovacciato su di uno spuntone di roccia. Resisi conto che non avrebbe potuto resistere a lungo in quella posizione e non potendo assolutamente raggiungerlo, hanno prelevato delle corde dalla loro autovettura e annodando a cappio una delle estremità, le hanno calate verso il giovane.

Quest’ultimo dopo un breve colloquio si è convinto a collaborare e si è fatto tirare su. Il 24enne è stato quindi accompagnato presso il locale Ospedale e lasciato alle cure del personale sanitario. A spingere l’uomo all’insano gesto forse la proibitiva condizione esistenziale, la solitudine che facilmente si trasforma in depressione per chi si sente abbandonato da tutti, senza uno scopo per il quale continuare questa esistenza.




Un plauso alla prontezza d’azione dei 2 agenti che sono intervenuti con professionalità e tempismo salvando una vita umana. Persone in palese difficoltà a cui le istituzioni dovrebbero prestare ben altra attenzione invece di riempire le nostre città di extracomunitari irregolari a cui spesso non è garantita alcuna assistenza: stranieri che finiscono poi con il commettere reati per sopravvivere peggiorando la già difficile realtà nostrana sul fronte sicurezza.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.