Assenteismo all’ospedale Capilupi di Capri: 8 misure cautelari

Le misure cautelari, fra arresti domiciliari e obblighi di dimora, emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura sono in corso di esecuzione da parte dei finanzieri

0
1589

Sono otto le persone arrestate durante un’operazione anti-assenteismo della Guardia di Finanza a Capri che ha coinvolto dipendenti dell’ospedale Capilupi. Le misure cautelari, fra arresti domiciliari e obblighi di dimora, emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura sono in corso di esecuzione da parte dei finanzieri.




Si tratterebbe di sanitari in servizio presso il nosocomio isolano, medici e anche un’ostetrica. Sarebbero in corso In corso anche numerose perquisizioni. Il dato più avvilente è la reazione dell’opinione pubblica partenopea all’accaduto: “E dov’è la novità?” hanno dichiarato numerosi cittadini da noi intervistati sulla vicenda.

Una rassegnazione prevedibile dopo l’uragano che tempo addietro aveva fortemente scosso il settore sanitario a Napoli: medici, infermieri e tecnici sorpresi a fare shopping o sport pur risultando in servizio e in alcuni casi persino in straordinario, primari rei di aver truccato le gare d’appalto in modo di favorire la vittoria di ditte a loro stessi riconducibili, pazienti ostaggi nelle corsie di insetti e per finire servizi di pulizia di grossi plessi ospedalieri locali gestiti dalla camorra.




Peggio di così proprio non si potrebbe: il problema è che il cittadino subisce passivamente tale sfacelo per gridare allo scandalo solo quando ne è danneggiato in modo diretto. E’ inutile nascondersi dietro il dito o filosofeggiare al vento: a Napoli la macchina pubblica fa acqua da tutte le parti con particolare riferimento alla Sanità. Inutile e riduttivo puntare il dito contro un politico, un amministratore o un manager e voler vedere a tutti i costi nello stesso il responsabile di tale miserabile implosione.

La questione è storica e affonda le radici in decenni di politiche clientelari, collusioni con la camorra, corruzione dilagante negli Enti Pubblici: tutti hanno sempre saputo eppure ad oggi questo è ancora il miserabile scenario che caratterizza la città. Della serie: niente retorica ma denunce a go go da parte dei cittadini e pugno duro della Procura per tutelare la legalità e salvare la dignità di Napoli.

Alfonso Maria Liguori

Condividi
PrecedenteCorruzione all’Agenzia delle Entrate: arresti in Campania e Lazio
SuccessivoGli Scavi di Pompei sfregiati dagli escrementi dei turisti: nuovo caso
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.