Sicurezza sul lavoro: una battaglia da non abbandonare mai

In zone ad alto rischio criminale come quella partenopea chi è a contatto con il pubblico h24 deve essere tutelato adeguatamente

1270

sicurezza sul lavoro 1Rispetto delle normative di sicurezza sui posti di lavoro: una pacifica battaglia che le forze sociali insieme alle istituzioni pubbliche di controllo non devono abbandonare mai. Nel rispetto dell’incolumità e della dignità di chi opera onestamente è fondamentale dedicare massima attenzione alla sicurezza sul lavoro che non deve conoscere sconti o adattamenti a seconda della tipologia del ruolo in oggetto.




In zone ad alto rischio criminale come quella partenopea chi è a contatto con il pubblico h24 deve essere tutelato adeguatamente: spesso invece si attende il verificarsi della tragedia annunciata per prendere seriamente in considerazione richieste d’intervento presentate magari anni prima, denunce sui rischi corsi da chi è reo solo di svolgere la propria mansione lavorativa spesso a contatto con balordi della peggior risma e con affiliati a potenti clan della camorra.

La situazione in particolare a Napoli è oltremodo complessa: le nuove baby gang composte da criminali poco più che adolescenti costituiscono un serio pericolo per la pubblica incolumità e per quella di chi quotidianamente si trova a dove interagire con certa gentaglia. Individui che hanno ben poco da perdere e per i quali una vita umana vale nel migliore dei casi poche centinaia di euro. Un dato che sicuramente non sfuggirà al Prefetto di Napoli Carmela Pagano: controlli straordinari da parte delle forze dell’ordine sui posti di lavoro, blitz mirati dell’Ispettorato del Lavoro a garanzia degli operatori non sempre tutelati dalle aziende come prevedono le normative vigenti.




Una questione delicatissima che in passato è spesso sfociata in casi di corruzione, collusione e di cattiva gestione da parte di alcuni pubblici funzionari di delicatissime mansioni legate proprio al controllo delle norme di sicurezza sui posti di lavoro. In tal senso i sindacati devono svolgere un ruolo determinante riappropriandosi di un prestigio che negli ultimi tempi è sempre più scimmiottato da una parte dei lavoratori che reputa fiacca e discontinua l’azione delle forze sociali. La sicurezza sul lavoro è un diritto non un’elemosina: lo rammentino i datori di lavoro prima di dover far intervenire, a tragedia avvenuta, la Procura della Repubblica.

Alfonso Maria Liguori

Share
Condividi
PrecedenteCastellammare, il Vernotico si colora di nero: possibile cenere dopo gli incendi?
SuccessivoArrestato il manager dell’ospedale di Caserta: è il cugino del boss Iovine
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.