Giugliano, in manette 37enne affiliato al clan Amato-Pagano

Si tratta di reati perpetrati tra Napoli, San Martino Buon Albergo (Vr) e Milano dal 2006 al 2010. Dopo le formalità, l'arrestato è stato tradotto al carcere di Poggioreale

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I Carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Giugliano in Campania hanno tratto in arresto un 37enne di Mugnano, A.B., già noto alle forze dell’ordine e ritenuto contiguo al clan camorristico “Amato-Pagano” operante a Melito, Mugnano e Secondigliano. Il 37enne è stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Napoli in forza del quale dovrà espiare un cumulo di pene di 13 anni e 4 mesi di reclusione per associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione di stupefacenti a fini di spaccio ed estorsione. Si tratta di reati perpetrati tra Napoli, San Martino Buon Albergo (Vr) e Milano dal 2006 al 2010. Dopo le formalità, l’arrestato è stato tradotto al carcere di Poggioreale.




Un’operazione condotta con la massima professionalità dai militari dell’Arma che hanno assicurato alla Giustizia un pericoloso criminale, esponente di spicco dei temutissimi Scissionisti di Secondigliano. Proprio all’interno del clan Amato – Pagano sarebbero in atto alcuni contrasti per il controllo delle piazze di spaccio sul territorio. Un business che muoverebbe cifre da capogiro e per il quale le strade di Napoli e dell’hinterland negli ultimi decenni sono state spesso macchiate di sangue.

In particolar modo baby boss emergenti sarebbero pronti a tutto pur di scalare rapidamente i gradini della piramide criminale: incoscienti e oltremodo violenti i nuovi ras non temerebbero le vecchie famiglie del sistema adottando la perversa logica “meglio morire giovanissimi da capi che vivere da servi per molti anni”.




Ecco che l’ignoranza ancora una volta regna sovrana: si alterano principi morali ad arte, si confonde la paura con il rispetto, l’onore con la vergogna. Uno scenario ben noto alle istituzioni che continuano però ad agire in modo del tutto insufficiente nei confronti dell’emergenza sicurezza. Lo abbiamo più volte affermato e lo ribadiremo sempre con forza: senza adeguata scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione il match con il crimine organizzato è perso in partenza.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.