La fatturazione elettronica può far bene all’Italia

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fattura elettronicaPer una volta sembrano tutti d’accordo, sia imprese che rappresentanti della politica: la fatturazione elettronica, e in più in generale la digitalizzazione, è il percorso che può consentire all’Italia, al suo sistema produttivo e all’intera macchina pubblica di cambiare passo, puntando su velocità, efficienza e, non ultimo, risparmio.

Come funziona la dematerializzazione

Il primo passo è proprio la dematerializzazione documentale, un ambito in cui Danea con il suo software ha conquistato sempre più consensi da parte degli utenti e, in particolare, delle Piccole e medie imprese italiane. L’input primario è arrivato ovviamente dall’obbligo, introdotto tre anni fa per i fornitori della PA, di emettere, trasmettere e archiviare le fatture in forma elettronica, esteso da gennaio 2017 anche ai processi tra privati.

I vantaggi concreti

 Ma sono stati i benefici concreti a convincere sempre più utenti a sposare la rivoluzione digitale: oltre alla velocità del processo e alla riduzione dei tempi delle transazioni, infatti, l’elemento più interessante è quello del risparmio economico. Come rivelato dall’indagine effettuata dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, per ogni fattura elettronica le imprese (per la precisione, quelle che producono/ricevono un volume di fatture superiore alle tremila all’anno) possono risparmiare una cifra tra i 7,5 e gli 11,5 euro rispetto al processo tradizionale.

Il risparmio per le imprese

fatturazione-elettronicaIl sistema digitale infatti consente di tagliare i costi relativi a una serie di attività, a cominciare da quelle in cui serviva destinare una manodopera umana: basti pensare alle spese per la stampa e l’imbustamento delle fatture, oppure alle mansioni come l’interazione con il cliente, la conservazione dell’archivio cartaceo e, ultimo ma non certo ultimo, il costo della burocrazia legata ai diversi passaggi autorizzativi al pagamento delle fatture. Questi dati aiutano anche a comprendere la diffusione dei programmi gestionali Danea Soft, che oggi in Italia rappresentano la scelta preferita dalle Pmi diffuse in tutto lo Stivale.

Una leva contro l’evasione

Ma la eFattura potrebbe portare benefici anche al sistema italiano tout court, in particolare per quanto riguarda l’annosa battaglia contro l’evasione fiscale. Ne è convinto anche il viceministro all’Economia, Luigi Casero, che in una recente intervista ha dichiarato di considerare la fatturazione elettronica una leva per ridurre l’evasione, ma anche per raccogliere più tasse possibili e semplificare il fisco. Secondo Casero, infatti, bisogna “utilizzare tutti gli strumenti digitali in grado di rendere sistema più efficiente, a partire dalla fatturazione elettronica tra privati che elimina 3 tipi su 4 di evasione Iva”.

Argine a tre tipi di fatture fraudolente

Andando più in dettaglio con la sua analisi, il viceministro ha anche ricordato che l’Italia ha inoltrato richiesta di autorizzazione all’Ue per rendere obbligatoria anche tra privati la fatturazione digitale (superano i vincoli importi a livello comunitario), sottolineando proprio il suo ruolo centrale nella lotta a ben tre tipi di evasione: oltre a quella “fraudolenta” (la classica nella quale si presenta una fattura falsa), con queste procedure si contrastano anche i sistemi basati su fatture non registrate da una delle due parti e, come terzo tipo, “quella registrata per un importo inferiore”.

Prima la semplificazione

Il quadro descritto da Casero è piuttosto ottimistico, ma anche il viceministro dell’Economia sa bene che per rendere concrete queste premesse c’è bisogno di una grande trasformazione: l’Italia è ancora oggi dotata di un sistema fiscale farraginoso e complesso, e quindi il primo passo per combattere l’evasione è ridurre la complessità del sistema e il numero eccessivo di norme. Ovvero, in altri termini, operare una vera semplificazione che renda più efficiente questo settore.

 

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