Pavimentazione fissata male, landmark e bagni pubblici incompleti, verde assente, area dei binari in pessime condizioni: sono solo alcune delle lacune riscontrate dall’assessore all’Urbanistica, Pino Rubino, dopo la consegna del secondo tratto della villa comunale. All’interno di un atto d’indirizzo, colui che ha seguito quotidianamente le procedure e i lavori per il lungomare stabiese, ha analizzato tutte le incongruenze presenti solamente nell’area antistante lungo via Mazzini.

Rubino, inoltre, ha espresso i suoi dubbi anche sulla decisione del sindaco di riaprire la villa senza il collaudo, rischiando notevolmente. Il sindaco Pannullo, infatti, l’11 agosto scorso, anche se non era arrivato ancora l’ok del collaudatore, decise di riaprire il secondo stralcio funzionale della villa comunale anche se alcune opere erano ancora incompiute. Oggi il primo cittadino stabiese protegge ancora la sua decisione convinto che la città abbia ricevuto dei benefici dopo la riapertura totale. Rubino, però, è scettico e mostra tutti i suoi dubbi.

Le negatività riscontrate: la pavimentazione

“Pessima posa in opera della pavimentazione in pietra lavica ricomposta sia nei pressi della Cassa Armonica sia lungo il Viale Talamo, in quanto non risulta affatto complanare come richiesto dalla buona regola dell’arte. Presenta alterazioni significative di quote tra lastre vicine con creazione di veri e propri “scalini” e angoli rialzati particolarmente pericolosi per la pubblica e privata incolumità.

villa comunaleInoltre, la stessa pavimentazione presenta i cosiddetti giunti di dilatazione che invece di essere realizzati con materiale adeguato sono stati alla fine cementati creando oltre un pessimo effetto architettonico anche un malfunzionamento della stessa pavimentazione, dato che col tempo l’assenza di adeguata elasticità porterà alla rottura delle stesse lastre a margine del giunti”. A dirlo è proprio l’assessore Pino Rubino che attacca pesantemente la ditta e tutti coloro che hanno lavorato approssimativamente in villa comunale.

“Infine – continua -, sempre in merito alla pavimentazione suddetta, si segnala l’assoluta assenza di stilatura dei giunti tra le lastre di pavimentazione e già sono presenti rialzi di alcune lastre, lasciando presagire che il perdurare di tale lavorazione comporterà ulteriori danni alle opere eseguite”. “Pessima realizzazione anche della pavimentazione in pietra lavica in diversi punti. In effetti alcuni viali presentano una cattiva lavorazione del disattivante con una scabrosità della pavimentazione pessima sia per effetti estetici che funzionali”.

Prato assente, binari danneggiati e bagni incompleti

I problemi però non finiscono qui. L’assessore ha ulteriormente evidenziato altre importanti problematiche relative al secondo tratto del lungomare. In primis la mancanza di verde nelle aiuole. Al momento dell’inaugurazione, il sindaco Pannullo spiegò che non era stato fissato per evitare di farlo seccare pochi giorni dopo la posa (viste le alte temperature). Per Rubino, invece, poteva essere fissato anche in relazione al fatto che nella seconda parte della villa comunale ci sono diversi alberi e tantissime aiuole. La presenza del verde avrebbe dato un colpo d’occhio diverso all’intera aerea.

A causa del passaggio di molti mezzi della ditta, inoltre, anche i binari si sono gravemente danneggiati. Sono presenti avallamenti e buche. La ditta ha provveduto in alcuni casi a curare i danni creati ma il risultato del ripristino è pessimo. Citando Rubino, le opere “danno un grande senso di squallore e di pessima lavorazione”.

Infine, la questione bagni. In riferimento alle lavorazioni incomplete nei bagni pubblici, Rubino chiede, anzi pretende, “la regolare esecuzione di tutte le opere previste al fine di dare immediata consegna ai cittadini di un servizio essenziale e non più rimandabile”.

La ditta rischia lo scioglimento del contratto?

Alla luce di tutti questi spunti promossi dall’assessore Rubino, la ditta potrebbe incontrare diverse difficoltà. Ad onor del vero, sono state commissionate alla Rf Appalti già tutte le penali possibili per legge (il 10% del costo totale dell’appalto) sia per i ritardi nella consegna sia, allo stesso tempo, per l’esecuzione non ottimale. Per ogni giorno di ritardo sono stati commissionati ben 300mila euro di multa, cifra presente anche nell’ultimo SAL di agosto. Considerato che il 10% dell’importo totale dell’opera sarà devoluto alle penali, il Comune potrà sciogliere il contratto con la ditta oppure, semplicemente, potrà chiudere un occhio (ipotesi più probabile).

Il motivo? Se dovesse essere risolto il contratto, il Comune dovrebbe dare vita ad una nuova gara d’appalto che andrebbe a ritardare i tempi di consegna delle opere in fase di completamento sul lungomare. Un problema non da poco per l’amministrazione Pannullo che proprio sulla villa comunale gioca gran parte della sua credibilità. Intanto non è escluso un contenzioso in Tribunale con i rappresentanti della Rf Appalti: quest’ultima ha presentato già le motivazioni dei ritardi, attribuendo al Comune le colpe (risarcimento danni di circa 1 milione di euro); l’Ente, invece, ha da parte sua altro materiale utile per la contestazione. La battaglia è solo all’inizio.

Gennaro Esposito

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