Hanno scavalcato la recinzione, si sono arrampicati sull’edificio ed al piano superiore hanno distrutto una porta e hanno dato vita allo scempio. L’intero edificio è stato vandalizzato.

Il tutto è accaduto nei giorni delle ferie di agosto nel plesso Madonnelle dell’88° Istituto Comprensivo “Eduardo De Filippo” del rione Conocal a Ponticelli. Non è la prima volta che quest’anno la scuola alle spalle del rione Incis, a pochi passi dalla stazione della Circumvesuviana, finisce sotto l’attenzione dei teppisti, ma questa volta i danni è lo sfregio sono veramente elevati. Il dirigente dell’istituto ha presentato denuncia al Commissariato di Ponticelli della Polizia di Stato.

“Ci sentiamo isolati e senza difese”, questo l’allarme lanciato da Ciro Scognamiglio, preside della scuola. In alcuni video postati da una delle mamme le tracce del passaggio notturno dei devastatori con porte divelte, vetri mandati in frantumi, arredamenti delle aule distrutti e, dovunque fosse possibile scrivere, le frasi offensive dirette alle maestre.

La scuola vandalizzata ospita circa trecento bambini e ragazzi dalla scuola dell’infanzia alla scuola media che ad oggi sono senza scuola a pochi giorni dall’inizio delle lezioni. “Non è servito a niente la mia presenza giornaliera anche nei giorni di chiusura della scuola – si lamenta il dirigente scolastico – mi sento isolato. Isolato e senza difese”.

Le tre sedi della scuola, dalla materna alle medie, da anni non hanno custodia notturna e non sono forniti di sistemi di videosorveglianza. “Con docenti, assistenti e genitori condividiamo questa condizione di isolamento sociale e anche se la direzione scolastica non fa mancare il suo sostegno resta comunque il problema economico ed organizzativo di creare i presupposti per evitare questo tipo di intrusioni”.

Ora bisognerà ripulire le aule, i banchi e tutti i locali per permettere ai giovanissimi alunni di riprendere regolarmente le lezioni.

“Sono cosciente di lavorare in una periferia degradata e a rischio, ma credo che la causa principale di tali atti ingiustificabili e senza senso – ha concluso il dirigente Scognamiglio – sia da ricercare nella mancanza assoluta da parte di chi abita in queste aree di un senso di amore collettivo per la cosa pubblica”.